Evitare il posticipo dell’apertura della pesca alla Trota Fario in Umbria. Questo l’obiettivo dell’atto, che verrà discusso in Assemblea legislativa, in cui si chiede alla Giunta regionale di ripensare la decisione di modifica del calendario della stagione ittica.
Sono stato contattato da associazioni e pescatori umbri  i quali mi hanno fatto presente le loro perplessità rispetto al posticipo di un mese dell’apertura della pesca alla Trota Fario (salmo trutta trutta) dalla consueta ultima domenica del mese di febbraio, al primo giorno di aprile. Nell’atto presentato viene spiegato che fino al 2018 il calendario ittico della Regione Umbria relativamente alla pesca alla Trota Fario, era determinato dal periodo di riproduzione di questo particolare e pregiato pesce che, verosimilmente, va dal mese di settembre al mese di febbraio del successivo anno.
A quanto sembra  senza il conforto di alcuna base scientifica, è stata determinata una ipotetica correlazione tra i presunti cambiamenti climatici globali e la diversificazione del periodo riproduttivo del pesce. Di conseguenza la Regione Umbria ha deciso di attuare modifiche al calendario a partire dal 2019, spostando, appunto, l’apertura al 1 aprile.
Attraverso l’atto presentato con il contributo di Gianluca Giunti quale esperto del settore si vuole capire sulla base di quali studi e documentazioni è stato deciso il posticipo dell’apertura della pesca alla Trota Fario che popola le acque salmonitiche umbre e nello specifico della Valnerina, se sia stato attivato preliminarmente un tavolo di confronto con pescatori e associazioni per approfondire conseguenze e sviluppi di tale modifica e se l’assessore di competenza non intenda ritornare sui propri passi viste le perplessità espresse da più parti.

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