Ieri il Corriere dell’Umbria ricordava che per il 2018 il fondo per la retribuzione di posizione e di risultato del personale della dirigenza di Palazzo Donini ammonterebbe a quasi 3,2 milioni di euro. Premi di posizione e di risultato molto consistenti soprattutto per i 5 direttori, che avrebbero trattamenti onnicomprensivi di circa 130.000 – 140.000 annui. Secondo la ricognizione fatta dalla Corte dei Conti, la Regione Umbria avrebbe 62 dirigenti e 252 posizioni organizzative (cosiddetti “mini-dirigenti”). Nel giudizio di Parificazione dello scorso luglio la Corte dei Conti ha ribadito “la non adeguata proporzione tra le posizioni organizzative presenti in Regione ed il numero del personale in servizio”, evidenziando, altresì, che “il rapporto tra le ridette posizioni ed il personale in servizio resta comunque alto, passando dal precedente 3,1 al non più favorevole 3,5 attuale”.

Oltre agli importi dei premi percepiti da tutti questi direttori, dirigenti e mini-dirigenti, solleva le nostre perplessità il fatto che gli obiettivi da raggiungere per poter ottenere i premi vengono spesso stabiliti durante o persino la fine dell’anno a cui si riferiscono. Obiettivi che oltretutto sarebbero spesso anche generici, rendendo questo presunto meccanismo incentivante una barzelletta. Come se potessimo giocare i numeri della lotteria dopo l’estrazione.

È una prassi incredibile, da noi già denunciata e su cui la stessa Corte dei Conti ha lamentato a luglio che “il ritardo registrato nell’assegnazione degli obiettivi, peraltro ben superiore a quello dell’anno precedente, ne vanifica la funzione. Tale comportamento configura, infatti, più che l’individuazione di obiettivi ai quali dovrebbe condurre l’attività da espletare nel corso dell’anno, una constatazione a posteriori dell’attività già svolta”.

Ovviamente si è continuato a farlo, ignorando persino la Corte dei Conti.

Solo per fare alcuni esempi, con DD 13545 del 13 dicembre 2018 si sarebbero assegnati gli obiettivi 2018 delle posizioni organizzative Servizio Energia della Regione Umbria, con DD 13949 del 19 dicembre quelli del Servizio Programmazione Socio-Sanitaria e addirittura con DD 14287 del 28 dicembre quelli del Servizio Controlli Comunitari.

Questa gestione politica, che doveva fare della Regione Umbria una “casa di vetro”, sta mostrandosi sempre più opaca, autoreferenziale e persino arrogante, gestendo la cosa pubblica con metodi privatistici, forse in un disperato tentativo di autoconservazione.

 

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