Sono finite le feste.  Si fa il resoconto: tutto bello, tutto grande, tutto forte.
Pochi vedono la dura realtà nella quale ci tocca sopravvivere.  La città più vivibile del mondo si è ridotta a sbattere fuori dieci ospiti solo perché profughi con pelle nera. Non conosciamo le motivazioni.  Da quanto si legge nei resoconti di fine anno della Lega e di C.P. per puro odio razziale. Sentite cosa afferma la capogruppo della Lega: “Abbiamo iniziato l’anno con la chiusura del centro accoglienza ed i migranti trasferiti in altri territori ( italiani?). Stiamo andando nella giusta direzione.  Siamo vicini ai cittadini e alle loro richieste”.
Ho visto ed ascoltato la Signorina Peppucci,  musicante devota alla chitarra, nella chiesa della sua parrocchia. Mi sono chiesto: perché non mettere in musica le parole sopra riportate e cantarle nelle sacre cerimonie, magari prima che il celebrante inizi: “Introibo ad altare Dei?”. Pensate la felicità del popolo di Dio !
Se ciò mai accadesse, Le suggerisco che appena dopo il suo inno  intoni il “Veni Creator Spiritus, mentes tuorum visita, imple superna gratia…”
Signorina Peppucci, si sentirà sicuramente più rilassata (Le raccomando che il Veni Creator si esegua a cappella, senza la chitarra ).
D’altra parte Sua Eccellenza il Prefetto di Perugia è stato ampiamente ringraziato da tutta la giunta per la chiusura.  Forse avere il Ministro degli Interni che amabilmente intrattiene un pregiudicato è uno stimolo potente a far rispettare scrupolosamente le leggi.
Leggo che le meditazioni proclamate dal Sindaco via Internet sono sempre concluse con: “La vita è bella”. Presumo si riferisca alla sua vita. Signor Sindaco,  un conto è la vita, un altro è come viviamo.
La vita non è né bella ne’ brutta. Nasciamo senza poterlo decidere noi. Qualcuno dice che è un dono. Ci credo poco.
Quindi la vita sarà ciò che ci sarà permesso di fare.  Se io fossi nato in Burkina Faso sarei  sicuramente un profugo. Se Lei fosse nato in un atollo della Polinesia,  forse sarebbe ancora lì a ballare il tamure’.
Poi, Signor Sindaco,  Bellezza è una parola da usare con cautela. Rilegga se vorrà , Fedro di Platone. Leggendo quel testo io ho capito molte cose e soprattutto di usare quel termine con molta parsimonia.
Ma poi,  Signor Sindaco è bello bloccare gli uffici comunali, mettere a letto più dipendenti dell’influenza?
Cacciare persone dalla nostra città, cancellando qualsiasi traccia di pensiero liberale?  Eppure pensavo che esso albergasse nella sua mente.
Questi atti offendono il sentire civile dei cittadini e degli amici di Todi, non ci giovano. Diventiamo più poveri e tristi.
Che bella vita ci costringe a fare! Si guardi intorno.
Signor Sindaco, vedendoLa in lontananza passeggiare in piazza, Lei potrebbe essere confuso con un distinto signore di campagna della Val Pusteria.
Ma dopo aver salito le scale si trasforma  eseguendo impietosamente le trovate sorprendenti del suo vice.  Non si accorge che Le stanno togliendo la terra sotto i piedi? La sua amministrazione non fa nulla che abbia senso per la città.  Aspettate solo che vadano in porto stancamente progetti di chi vi ha preceduto.  Siete solo capaci di auto lodarvi, ma di lavoro, di qualità dei serviz , di qualità della vita, di diminuzione delle tasse, di rispetto reciproco, di dignità  non si trova traccia nelle sue esternazioni.
Infine, mi tolga una curiosità. Sento per strada raccontare una storiella accaduta qui a Todi.  (Lo spirito jacoponico ancora ci contagia).
La storia è questa: chiaramente non so se sia vera o falsa, per questo Le chiedo di confermarla o smentirla.
Un giovane commerciante ha vistosamente protestato per la ventilata installazione di telecamere all’ingresso della città.  Io non concordo con la presa di posizione contro le telecamere, ma rispetto quella presa di posizione,  anzi ringrazio quel cittadino perché ha spinto le forze politiche a convocare un Consiglio Grande per discutere il problema.  Veniamo al paradosso.  Sembrerebbe che l’amministrazione abbia inviato a quel commerciante un mazzo di fiori, ovvero l’ installazione di orribili fioriere con bosso spelacchiato in due pertugi di spaZio pubblico all’inizio della via che conduce al negozio gestito dal protestante, inibendo qualsiasi sosta veloce, magari per ritirare la merce  acquistata. Stanmo così le cose Signor Sindaco, oppure è la solita cattiveria di disfattisti tenaci?
Comunque, Signor Sindaco,  si ricordi che siamo cittadini e non sudditi e così la vita non è bella.

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