Il responsabile della comunicazione della Diocesi di Orvieto-Todi è stato scrittore prolifico
antonio colasanto

Antonio Colasanto, da tempo responsabile della comunicazione della Diocesi di Orvieto-Todi, ha compiuto ottant’anni. Giornalista-scrittore, docente incaricato di psicologia della comunicazione e di scienza dell’opinione pubblica presso Istituti universitari e Centri di ricerca, è autore di numerosi scritti. Alcuni suoi amici – quale “regalo” di compleanno – hanno compiuto una ricognizione  dei suoi scritti più significativi.

Consolidiamo la democrazia, Edizioni Diec, pp,76, Napoli 1972.
“L’uomo della strada è totalmente frastornato e rischia…di lasciarsi nuovamente inquadrare in una sudditanza in contrasto con i tempi e con le sue aspirazioni…”.

La rivincita del mito, Edizioni Diec, pp.38, Napoli 1974.
“Il mito come si è detto, si esprime sempre attraverso il linguaggio: mito e linguaggio sorgono insieme”.

In collaborazione con Armando Papa, San Gennaro non fa più miracoli, Guida Editori, pp.243, Napoli 1974.
“Una spietata analisi del problema napoletano e meridionale, un discorso smagato che vuole riaccendere il dibattito sul Mezzogiorno”.

La pendolarità dell’opinione pubblica, Edizioni CeMM-Salesiani, pp. 117, Castellammare 1976.
“In realtà le numerose definizioni esistenti di opinione pubblica ci appaiono notevolmente discordanti e coprono un arco di giudizi che va dalla negazione di ogni significato reale all’esasperazione del suo potere”.

Comunicazione umana significati e rischi, Edizioni Dehoniane, pp. 327, Napoli 1978.
“Uno studio di psicologia della comunicazione e dell’opinione pubblica”.

Comunicazione umana significati e rischi, Edizioni CeMM-Salesiani, 2^ edizione, pp.328, Castellammare 1978.

“Uno studio di psicologia della comunicazione e dell’Opinione pubblica”.
Antonio Colasanto, Cattolici drogati, Edizioni Adriano Gallina, pp.151, Napoli 1980.
“Sclerosi, crisi dei partiti e dei sindacati, criminalità e violenza sono aspetti marcatamente visibili e dolorosi di un malessere generale che non viene denunciato per spirito distruttivo o apocalittico, ma per operare in chiave costruttiva un processo di crescita personale e sociale”.

Pianeta Cooperazione, Edizioni Dehoniane, pp.335, Napoli 1981.
“L’obiettivo che si prefigge l’autore è quello di giungere alla presentazione della cooperazione come nuovo modello economico e come rilevante e rivoluzionario fatto sociale”.

Sociologia, Edizioni Piemme Spa, pp.128, Casale Monferrato (AL) 1991.
“Il problema fondamentale in sociologia non è solo “chi o che cosa” deve essere osservato con il metodo della ricerca ma a che scopo ce ne occupiamo scietificamente”.

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