Ieri, 12 febbraio, il Consiglio Comunale di Todi, nell’ambito della discussione sul bilancio, ha affrontato anche il punto concernente il baratto amministrativo, misura introdotta nell’ordinamento dal 2014 grazie al governo di Renzi. Il baratto dà la possibilità ai cittadini ed alle associazioni di realizzare specifiche attività qualificate come “di pubblico interesse” in cambio di agevolazioni tributarie, sotto forma di esoneri o riduzioni, per un periodo limitato e definito e per specifici tributi di competenza comunale. Anche la passata amministrazione di centrosinistra aveva approntato progetti organici di baratto amministrativo per la cura degli spazi comuni e delle rotatorie stradali. Quello invece portato dall’attuale giunta di destra in Consiglio Comunale è un baratto amministrativo tutto a perdere per i cittadini che vogliono beneficiare di questa pratica. L’assicurazione verso terzi e per eventuali infortuni, infatti, è sì sottoscritta dal Comune, ma l’importo di essa viene pagato tramite l’esecuzione delle prestazioni: ciò significa, insomma, che se per l’esecuzione di un lavoro di pubblico interesse viene quantificata una cifra di agevolazione fiscale, da essa viene decurtato il costo della copertura assicurativa. Ulteriormente, per quanto riguarda le associazioni partecipanti ai progetti di baratto amministrativo, queste ultime dovranno provvedere esse stesse agli adempimenti assicurativi necessari. Il costo della formazione, assieme a quello della sorveglianza sanitaria, viene recuperato anche in questo caso attraverso l’esecuzione della prestazione. Da ultimo, per poter accedere ai progetti in questione, uno dei criteri discriminanti è la presentazione dell’ISEE. Per le persone fisiche più esso sarà basso, più punteggio si conseguirà (e su questo, ovviamente, nulla questio), mentre per le associazioni il punteggio verrà attribuito in base al punteggio acquisito dai singoli soggetti indicati dall’ente stesso, in sede di presentazione della domanda, quali partecipanti al progetto. In questa maniera, sostanzialmente, nelle associazioni che vorranno aderire si dovrà fare la cernita a chi è meno benestante! In Consiglio comunale abbiamo fatto presente come il baratto amministrativo, così concepito, sia troppo oneroso nei confronti dei cittadini. Abbiamo chiesto che si ragionasse insieme, maggioranza ed opposizione, per renderlo meno gravoso per il cittadino, e più rispondente alle finalità proprie di questo istituto, ma, nonostante l’apertura al confronto dichiarata da Forza Italia, neanche a dirlo, massima chiusura da parte dell’Amministrazione. Anche in questo caso, dunque, la giunta Ruggiano ha dimostrato tutto il suo disinteresse per il bene comune, essendo protesa soltanto all’annuncio del giorno dopo ed interessata a tenere insieme una maggioranza unita solo da interessi di bottega.

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