Sedici le sculture che costelleranno il percorso dalla Consolazione alla Rocca: reso noto l'elenco, con le dimensioni, il materiale e l'anno di realizzazione
Embrace 1963

Grande attesa, a Todi, per l’inaugurazione, prevista per il 14 settembre prossimo, del “Parco Beverly Pepper”, il primo parco monotematico di scultura contemporanea in Umbria e il primo dell’artista al mondo, che sarà un percorso naturalistico-urbano di opere d’arte che collegherà il Tempio di Santa Maria della Consolazione con il centro storico.

Una lunga storia artistica quella di Beverly Pepper con Todi ed i suoi abitanti: nata nel 1922 a New York e conosciuta da sempre per le sue opere monumentali, frutto della lavorazione di materiali industriali come il ferro, l’alluminio, l’acciaio e il cemento armato, e della relazione tra scultura, spazio e paesaggio naturale e storico, l’artista si trasferì a Roma nel 1951 e fu accolta a Todi nel 1970, dove riceverà omaggi alla sua lunga e fortunata carriera per tutto il 2019.

Di seguito, l’elenco delle opere che costelleranno il Parco, dal Bastione della Rocca alla Consolazione, passando per il Viale della Serpentina:
1. Double Pyramid 1971 (acciaio inox 80*210*230 cm)
2. Exodus 1972 (acciaio inox 210*375*270 cm)
3. Trevignano Ferro 1970 (60*128*76 cm)
4. Trevignano 1970 (acciaio inox 60*480*230 cm)
5. The Todi Columns (ghisa 310*121*82 cm)
6. Split Pyramid 1971 (ferro 39*116*87 cm)
7. Activated presence (pietra 280*300*87 cm)
8. La Bestia 1965 (acciaio inox 86*220*53 cm)
9. Maia Toltec 1993 (legno e ferro 565*70*42 cm)
10. Ingresso 1967 (acciaio inox 116*164*52 cm)
11. Council 1973 (acciaio inox 60*128*72 cm)
12. Trinità 1971 (acciaio inox 35*200*170 cm)
13. Omega 1974 (ferro 94*166*60 cm)
14. Embrace 1963 (acciaio inox 95*97*86 cm)
15. Camposect 1970 (ferro 39*210*135 cm)
16. San Martino Altars 1992-93 (ghisa 310*121*82 cm)

Sto cercando di dare un appiglio ai tuderti per guardare le mie sculture: quando apri una porta alle persone per nuove esperienze artistiche e loro ti lasciano entrare, allora hai un pubblico enorme, perché vuole sapere di più e non è indifferente. Le persone hanno capito che potranno utilizzare questa esperienza per loro stessi, come un momento di crescita: non direi che questo è il Parco di Beverly Pepper, ma il parco dei tuderti” commenta l’artista, fiera di vedere che tante persone siano coinvolte nelle celebrazioni delle sue sculture e che la sua arte, oggetto negli anni Settanta di un aspro dibattito nell’opinione pubblica, sia stata capita, ora più che in passato.

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