E' stata questa la novità principale emersa dall'incontro di ieri sera fra l'amministrazione ed i cittadini colpiti dal sisma; si spera che sia solo un anticipo ma non ci sono notizie ufficiali a riguardo.

Assemblea tesa e non facile per il sindaco Todini: annunciare ai propri cittadini che si è stati
costretti ad accettare l'elemosina governativa, non è un compito piacevole per nessuno.
La Regione dell'Umbria ha firmato pochi giorni fa la terza bozza di ordinanza di Protezione Civile: “sarà operativa subito dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale ed è stata firmata solo per mero stato di necessità” ha detto il sindaco.
“Non si poteva continuare con questa trattativa strenuante” ha detto Todini “
abbiamo già speso 4 milioni di euro e le casse sono vuote: nonostante l'accettazione, il giudizio sull'ordinanza rimane negativo e provo una forte delusione istituzionale”.
Se c'è da cercare un bicchiere mezzo pieno,
l'ordinanza ha recepito tutte le modifiche tecniche chieste dalla Regione Umbria: ora si parla di edifici, e non più di unità abitative, risolti i disguidi sull'autosistemazione e riconosciuta la possibilità di ricostruire i borghi con un piano integrato di recupero unico.
“Chi ha accettato le osservazioni tecniche” ha detto il sindaco “ non può non aver capito che
quei fondi stanziati sono irrisori rispetto ai danni reali che abbiamo subito, spero che questa cifra sia solo un acconto, non abbiamo garanzie a riguardo e dovremo pianificare la ricostruzione ottimizzando le piccole somme a disposizione”.
La lettera mandata dai parlamentari umbri al sottosegretario Letta ha ricevuto una risposta molto vaga, per non dire vuota: il Sindaco ne ha dato lettura ai cittadini e la reazione principale è stata quella della
risata, nonostante l'importanza della tematica.
La novità più rilevante, se accolta, sarà quella della proposta di una stima congiunta fra la Protezione Civile ed il ministero dell'economia: “Abbiamo mandato questa
richiesta a Bertolaso ed al ministro Tremonti; il primo ci ha risposto positivamente, Tremonti non si è ancora fatto vivo, puntiamo a fare questa stima condivisa per poi veder stanziato ciò che realmente ci spetta” ha affermato Todini.
In conclusione il Sindaco ha fatto un appello a tutte le categorie: “Non
ci resta che mobilitarci in massa e con tutte le nostre potenzialità; le associazioni di categoria, il mondo produttivo, i sindacati devono farsi portavoce, a livello regionale e nazionale, delle nostre problematiche, altrimenti pensiamo di essere abbandonati al nostro destino”.
L'ingegnere Tortoioli ha illustrato come si lavorerà con questa ordinanza: “Le criticità, soprattutto finanziarie, dell'ordinanza, sono palesi ed è la prima volta in Umbria che ci troviamo ad affrontare un evento del genere con dei fondi non assolutamente commisurati al reale danno”.
Appena sarà attiva l'ordinanza
verrà nominato il commissario, che sarà il presidente della Regione Umbria: la prima attività sarà quella di realizzare il piano di recupero, che sarà la guida per gli interventi di ricostruzione.
“La prevenzione, in territori come questi, è fondamentale, per questo
ci siamo battuti per inserire, negli interventi di recupero, il miglioramento antisismico degli edifici lesionati” dice l'ingegnere “
Spina potrà essere recuperata con un piano integrato di recupero, un progetto unico che abbatta i costi ed ottimizzi i tempi”.
Con questi fondi insufficienti
è necessario centellinare le spese e fare una lista di priorità: la priorità assoluta andrà agli edifici lesionati con famiglie sgomberate, si partirà dagli interventi più leggeri e meno costosi per far rientrare il numero di famiglie più alto possibile.
“Il piano di recupero sarà ispirato fortemente alla legge 61, quella di riferimento per il terremoto del 1997, con
alcuni accorgimenti dettati dalle nuove normative entrate in vigore; una volta redatto il
piano di recupero, verrò visionato e firmato dalla Protezione Civile, poi verrà rinviato al commissario che previa pubblicazione lo renderà operativo: da quel momento,
un privato, a suo rischio, potrà intervenire di tasca propria sugli edifici con la speranza che i 15 milioni vengano decuplicati dal governo”.
Se si fanno due conti rapidi,
di 15 milioni a disposizione, 4 sono stati gia spesi e, considerando che i comuni terremotati sono una decina, è facile che a Marsciano, al momento, rimangano meno di 10 milioni di euro: i 350 milioni richiesti dalla Regione possono sembrare una esagerazione, ma i 15 stanziati sono di sicuro una caccola nel nulla.