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Monte Castello di Vibio
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Dalle "Penombre" alla ricerca di "perle" della Memoria a Monte Castello di Vibio

Proiezione di alcuni documenti inediti che racconteranno la vita della gente comune filmata con le prime cineprese
di: Simone Mazzi 13/03/2010 - h 11,30
Domenica 14 marzo alle 17,30, il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, tornato dopo il restauro del 19993 al suo antico sfarzo, farà un tuffo nel passato.
Durante il ventennio fascista il teatro fu utilizzato come cinema: si andava a prendere con la bicicletta la bobina del film proiettato a Todi il giorno precedente, e si faceva la replica a Monte Castello. L’iniziativa della Provincia di Perugia “Penombre” giunta alla IX° edizione avrà proprio il compito di far rivivere il passato.
Ci sarà infatti la proiezione di alcuni documenti inediti che racconteranno la vita della gente comune filmata con le prime cineprese.
Abbiamo chiesto al dottor Maurizio Terzetti, dirigente della Provincia di Perugia e curatore del progetto, di spiegarci meglio questa iniziativa. “Il nome Penombre mi è venuto in mente pensando alle luci soffuse e all’aria che si respirava negli antichi locali dei primi cinema. La gente, illuminata dalla fioca luce del proiettore, sognava, piangeva e rideva insieme.
Siamo negli anni del cinema muto, dove il sonoro accompagnando le scene aveva il compito di creare l’atmosfera giusta per ogni azione.
Ho pensato a questa iniziativa perché sono un appassionato del cinema di quegli anni e devo dire che è davvero difficile ripartire e bissare il successo della scorsa edizione, dove abbiamo proposto tutta una serie di film dedicati a Charlie Chaplin. O
ccorreva così riprendere con umiltà il percorso intrapreso e riportarlo all’origine, cioè alla proiezione dei documenti dal vero difficili da reperire per ciò che riguarda la storia della nostra regione, che a fronte di una bibliografia straordinariamente complessa, non trova altrettanto eco nei film documentari.
Ho potuto reperire il materiale grazie alla Biblioteca Comunale di Bologna e visionandolo con l’attore Frondini, che ha preso degli spunti sui quali cucire addosso una storia che assieme alla musica dal vivo, racconterà ed accompagnerà gli spettatori.
Il filo conduttore di questa edizione non poteva essere altro che la fantasia ed i luoghi adatti i teatri di cui la nostra regione è particolarmente ricca, che spesso venivano utilizzati come cinema.
Non  si tratta quindi di documentari filmati dai grandi registi e produttori, ma non per questo sono di minore livello. Nei primi anni ’60, ci fu una prima rivoluzione sulle cineprese prima appoggiate su un cavalletto; e chi possedeva le prime macchine da ripresa filmava gli eventi della propria famiglia (matrimoni, compleanni, vacanze ecc..) per fissarli nella memoria e affidarli alla storia.
Questi vanno letti in parallelo con quelli prodotti negli anni ’20 e sarebbe importante un recupero anche parziale recupero grazie alle moderne tecnologie. Perché non lanciare allora un concorso e fare una rassegna di queste “perle della memoria”? I possessori sono invitati a contattarci”.
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