La neonata associazione ASTAC ha inviato una lettera aperta al Sindaco di San Venanzo: i sostenitori della pista da cross rispondono per le rime, "altro che salvaguardia del territorio, voi volete solo edificare la collina".

Sempre più complessa e scottante la
questione del crossodromo di Ciciano: dopo la presa di posizione di Alfio Todini e di alcuni consiglieri marscianesi contro la chiusura, è arrivata una
lettera aperta, indirizzata al Sindaco di San Venanzo, da parte dall'Astac, un'associazione nata ad hoc.
La
sigla sta per Associazione sviluppo territorio ambiente Civitella e nell'organigramma sono presenti Giuseppe Nucci, Massimo Corneli e Oscar Cipolletti.
La posizione dell'Astac è netta:
vogliono la chiusura del crossodromo Ciciano, sostenendo che non sia mai stato autorizzato.
Nella lettera l'associazione pone
10 domande al Sindaco di San Venanzo:
Prima: “Sa che le gare e le prove provocano un
notevole impatto acustico che si ripercuote nei confronti di molte famiglie che abitano nei pressi del circuito?”. Seconda: “Sa che le rilevazioni fonometriche hanno segnalato
sconfinamenti dei livelli acustici?”. Terza: “Sa che l’impianto potrebbe rappresentare anche una
fonte di inquinamento fisico: polveri, gas di scarico, impoverimento della flora; e sa se per questo siano state richieste dal comune le adeguate rilevazioni?”. Quarta: “Sa che la
regione Umbria fino a settembre 2009 non era minimamente al corrente dell’esistenza della pista e che ora la regione per iscritto ha risposto che ritiene necessaria una procedura di assogettabilità?”. Quinta: “Sa se può fornire l’eventuale
valutazione dei rischi ambientali per il territorio effettuate dai suoi uffici?”. Sesta: “Sa se può fornire l’eventuale
valutazione dei rischi sanitari per la popolazione effettuata dall’Asl?”. Settima: “Ha cognizione dei possibili
danni economici per amministrazione e amministratori, ovvero richieste di risarcimento danni?”. Ottava: “Può dirci quali siano stati in questi anni, per il comune, i
ritorni economici derivanti dalle autorizzazioni temporanee rilasciate, visto che la pista ha proventi finanziari, in particolar modo derivanti dalle quote di iscrizione e partecipazione alle gare?”. Nona: “Conferma la
volontà del comune allo spostamento della pista come affermato nella riunione tenutasi presso il suo comune lo scorso tre dicembre fra la nostra associazione e il mototoclub Scorpioni e che dovrebbe aver portato ad una
richiesta formale al comune di Marsciano circa il reperimento di un nuovo sito per gli appassionati marscianesi?”. Decima: “Ha mai
fatto presente al motoclub Scorpioni circa i rischi di possibile chiusura della pista in assenza di autorizzazione permanente?”.
Nel frattempo, gli amanti del motocross si stanno dando da fare in tutti i modi per evitare l'ipotesi della chiusura: il
gruppo creato su facebook conta quasi 5.000 aderenti, è iniziata una raccolta firme contro la chiusura.
Gli appartenenti al motoclub
sostengono che le prove fonometriche sono state realizzate dalla regione ed hanno certificato il rispetto dei decibel massimi consentiti e, allo stesso tempo, accusano l'associazione di aver formulato delle
domande propagandistiche, di cui già
si conoscono le risposte, avute in un colloquio fra le parti alla presenza del Sindaco di San Venanzo.
Non poteva mancare poi un attacco alla neonata associazione:
in alcuni commenti su facebook c'è chi ipotizza che dietro la paventata difesa del territorio sbandierata dallìAstac, ci sia il desiderio di edificare la collina con costruttori e proprietari terrieri già pronti per l'affare.
Da quello che sta emergendo,
sembra che per qualche svista, alla pista manchi qualche certificazione e la valutazione di impatto ambientale: fino ad oggi le autorizzazioni per il crossodromo esistevano, ma erano autorizzazioni temporanee, rilasciate in caso di prove o di gare.