De profundis definitivo, con la decisione della Giunta Comunale del 22 dicembre scorso, per il progetto di risanamento e restauro conservativo del Ponte in acciaio di Pian di San Martino, che presto perciò è destinato a finire in qualche deposito di ferri vecchi.
Nel frattempo, però, si sono buttati complessivamente € 97.000,33 di cui: da parte del Comune di Todi 40.416,80 euro e da parte della Regione € 56.583,53.
Somma che è servita solo per il taglio della vegetazione intorno al ponte, la demolizione di parte dell’impalcato e la rimozione di parte delle strutture in ferro oltre, per quasi 70 mila euro, alle spese "tecniche"
Ovviamente la Regione Umbria si riprenderà anche la parte residua del contributo di 350mila euro concesso per l’esecuzione dell’opera.
Questi i tratti salienti della vicenda
Delibera di G.C. n. 66 del 21/04/05 con cui è stato approvato lo studio di fattibilità
dell’opera in parola, redatto dall’Unità Operativa Progettazioni del Servizio Tecnico, ed
inserita nel Piano Triennale delle Opere 2005 – 2007, suddiviso in due stralci funzionali,
il primo, da realizzare nel 2005, per un importo complessivo di € 600.000,00 di cui € 436.500,00 importo lavori ed € 163.500,00 per somme a disposizione dell’amministrazione, mentre il secondo stralcio, da realizzare nel 2006, per un importocomplessivo di € 150.000,00 di cui € 114.000,00 per lavori ed € 36.000,00 per somme adisposizione dell’amministrazione;
Delibera di G.C. n. 164 del 04/08/2005 con cui è stato approvato il progetto preliminare
generale degli interventi dal quale si evince che l’intervento complessivo di recupero e restauro comporta una spesa complessiva pari a € 750.000,00, di cui € 600.000,00 relativi al 1° stralcio funzionale ed i restanti € 150.000,00 per lavori dicompletamento da prevedere con un 2° stralcio funzionale;
Ma il Direttore dei Lavori, durante l’esecuzione delle lavorazioni, verificata l’eccessiva pericolosità della struttura e l’elevato stato di degrado delle funi e dei relativi pendini, il 28/05/2007 sospese i lavori al fine di verificare con idonea strumentazione lo stato di conservazione dei cavi;
In data 6-7/06/2007 furono ispezionate dettagliatamente tramite campionature locali ed utilizzo di adeguata strumentazione le funi esistenti, le selle di rinvio e i dispositivi di ancoraggio, a cura di un’azienda specializzata nel settore contattata dalla D.L. in accordo con la ditta appaltatrice dei lavori.
Dalle verifiche emerse lo stato di grave degrado delle funi che richiedevano una radicale sostituzione e non un semplice trattamento;
Ma i soldi non ci sono e ora resta una domanda: lo stato di conservazione della struttura e le possibilità di intervento non potevano essere meglio verificate prima di iniziare tutto l’iter?