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Umbria: museo diffuso

Philippe Daverio, giornalista e critico d'arte, ha sponsorizzato il turismo culturale in Umbria al Bit di Milano
di: 20/02/2010 - h 17,42
Philippe Daverio, giornalista e critico d'arte, ha descritto in modo suggestivo l'offerta culturale dell'Umbria nel suo intervento a 'Umbria da vedere e ascoltare’ nell'ambito del Bit in corso alle Fiera di Rho-Pero
« Ci sono due tipi di musei, uno di tipo germanico-americano, da cui si esce in genere con i piedi gonfi e ricordando poche cose, poi esiste il 'museo diffuso’, quello in cui è piacevole andare, che è inserito in un bel contesto.
L'Umbria è un perfetto esempio di 'museo diffuso’
»..
Per chi ci abita è cosa di tutti i giorni non ci si fa caso ma «  in Umbria ogni collina racconta qualcosa di specifico, di unico, è un luogo -aggiunge Daverio- in cui si integrano perfettamente storia e paesaggio, in Umbria si capisce l'Italia, si capisce a quale cultura apparteniamo.
Poi il critico ha fatto alcuni esempi.
«Il caso di Assisi è tra i più evidenti, è il luogo in cui si è realizzata la rivoluzione comportamentale, quella del passaggio da 'far danaro’ a 'far pensiero’. Ma anche il museo etrusco di Perugia  è straordinario. In alcuni momenti si passa da una meraviglia ad un'altra, basta pensare a Gubbio, Foligno o Citta di Castello. Lo stesso vale per Todi e per molti altri luoghi»
Daverio ha poi scherzato affermando che «dovrebbe essere vietato stare in Umbria per meno di tre giorni, ci sono troppe cose da vedere.»
«in Umbria, a differenza di molte altre regioni, il paesaggio è ancora intatto. Si tratta di una regione fisicamente piccola ma oggettivamente vastissima con tradizioni antiche. Talvolta si ha l'impressione di sentir parlare latino, c'è una latinità che è scomparsa anche a Roma, lo dimostra la mostra sull'imperatore Vespasiano che è aperta in questo periodo».
«Gli umbri sono gente concreta. Per questo spero che si impegnino per far sopravvivere le bellezze della loro regione, non fermandosi al passato ma lavorando per un disegno culturale e architettonico del ventunesimo secolo»
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