Reintrodurre nei centri urbani le condizioni affinchè vi possano stazionare le gazze ladre, risolverebbe il problema della sovrapopolazione dei piccioni in un anno o due
In un’Umbria terra di San Francesco che con gli uccelli parlò
non c’è comunicazione e comprensione tra umani e…piccioni.
I
primi, tramite la Provincia di Perugia, si mobilitano e chiedono un tavolo politico-tecnico con la Regione Umbria, le Asl territoriali e le amministrazioni comunali al
fine di predisporre un documento esplicativo che possa individuare criteri chiari e definiti per risolvere il problema legato alla proliferazione dei piccioni ed ai danni ambientali, igienico-sanitari, tecnici, economici e patrimoniali che essa comporta.
Questa è la richiesta contenuta in
un ordine del giorno avente ad oggetto “iniziative atte a fronteggiare l’emergenza piccioni”
predisposto dalla I Commissione Consiliare Permanente della Provincia di Perugia riunitasi nei giorni scorsi.
“In questi ultimi anni – si legge nel documento - sono
notevolmente aumentate le colonie di colombi urbani, che ormai stazionano perennemente in quasi tutte le città della provincia di Perugia.
La presenza di tali colonie porta con sè
problemi sia di tipo igienico-sanitario che di tipo ambientale in virtù del fatto che il
guano dei piccioni compromette le architetture di molti palazzi e monumenti dei nostri centri storici e che la promiscuità nella quale vivono molte di queste colonie può comportare le proliferazione dei focolai infettivi per l’uomo.
La gestione dei colombi nell’ambiente urbano ed extraurbano è diventato un grave problema per i Dipartimenti di prevenzione di molte ASL italiane e nonostante gli interventi posti in essere dalle amministrazioni locali, di concerto con le autorità sanitarie competenti, a tutt’oggi non si è riusciti a trovare una adeguata soluzione alla proliferazione dei piccioni e al loro stazionamento nei centri cittadini.
L’abitudine dei colombi di città di cibarsi fuori dell’ambito cittadino con regolari spostamenti, simili a quelli del colombo selvatico, creano gravi danni alle coltivazioni agricole, in particolare alle colture cerealicole”.
Visto che la Provincia di Perugia ha un ruolo di coordinamento e congiunzione tra amministrazioni locali ed Usl 1-2-3, sarebbe quanto mai
opportuno e necessario adottare politiche di contenimento che siano il più possibile condivise e pianificate tra i vari livelli amministrativi”.
In verità il problema non appare insolubile sol che si voglia porre attenzione a come si comporta la natura quando non c'è l'uomo ad interferire.
La proliferazione dei piccioni è causa della scomparsa di uccelli predatori che mangiando le uova nei nidi attuano una selezione naturale
.
Per i colombi il predatore che opera con serietà e continuità è la gazza ladra uccello che, dove può anch'esso proliferare, riduce le numerose colonie del noioso volatile in modo drastico.
Ma nelle città, dove la gazza non avrebbe difficoltà a stazionare, sono state eliminate tutte le condizioni necessarie.
Probabilmente se in qualche parco nei centri urbani o nelle immediate prossimità si potessero ripristinare le condizioni per la nidificazione e permanenza delle gazze, il problema piccioni sarebbe risolto, come è avvenuto in altri posti anche umbri
, in un anno o due.
Perlatro la gazza è un uccello bellissimo a vedersi, peccato che espone i colori della..... Juventus, ma visto che il Grifo non c'è più, necessità farebbe virtù