Ambiente e Territorio

Caccia: a Roma per fare chiarezza

Taccuino italiano della caccia, dell'ambiente, della terra e delle tradizioni.
In esclusiva per: “il cacciatore.com”, “Il Tamtam.it”, Il Corriere dell’Umbria
di: Antonio Pinotti 07/03/2010 - h 06,00
Apprendiamo con favore che alcuni dirigenti di Associazioni Venatorie si sono dissociati dalle decisioni nazionali dei loro vertici  ed hanno deciso di partecipare alla manifestazione  del 9 Marzo a Roma. Si ha addirittura notizia, nelle ultime ore che Libera Caccia, contrariamente a quanto sin qui dichiarato ha dato la sua adesione. Noi, non solo siamo stati tra i primi a chiedere tale mobilitazione, ma abbiamo dichiarato non idonea la strategia per così dire “Aventiniana” adottata dalle Federazioni aderenti a FACE Italia, della quale facciamo parte come semplici iscritti.

Siamo convinti che la base dei cacciatori non starà tanto a sottilizzare e parteciperà compatta alla manifestazione, a prescindere dalla “casa” in cui siamo “provvisoriamente” alloggiati. Perché provvisoriamente? Perché tutti noi, abbiamo la possibilità ed il diritto, di anno in anno, di rinnovare o di disdire il contratto di affitto.  Un'altra precisazione ci  preme di sottolineare. Da più parti si cerca o in buona fede o in maniera interessata, di voler assegnare, in primo luogo, come rivendicazione principale legata alla manifestazione, una sorta di effetto taumaturgico di questa, rispetto alle note vicende legate all’art. 43 della Comunitaria, attualmente in discussione presso le competenti Commissioni della Camera dei Deputati, con tutti i “minuetti”  i “distinguo” ed i “calcoli politici” che ne conseguono. Sull’argomento dell’adeguamento della legislazione italiana rispetto alla Direttiva CEE n. 409/79,  si sono cimentati tanti “oracoli” di Delfi e noi ,con tutta la modestia possibile,scusandoci dell’accostamento veramente “sopra le righe” che ci permettiamo di fare,, vorremmo pregare Apollo di chiedere a Zeus in quanti, in realtà, su questa terra, hanno capito bene di che cosa si tratta. Addirittura,in queste ultime ore, il relatore on. Gottardo evoca “interessi contrapposti” ed invita alla “mediazione”. Ma di che cosa parla? Per esistere una contrapposizione occorrono due tesi o due interpretazioni  diverse che si basano su dati di fatto, sulle carte e sulle disposizioni legislative e non sulle chiacchiere.

In questo caso ne esiste una sola di strada ed è quella di  poter  applicare il prelievo per tempi e per specie secondo i “Key Concepts Document" redatti dal Comitato Ornis della U.E. tutt’ora in vigore. E i “Key Concepts Document” contengono le date mica le caramelle! L’ISPRA si! L’ISPRA no! Ma che potere può avere l’ISPRA sui tempi di caccia europei, atteso che anche lei, l’INFS (si chiamava così), ha contribuito, alle volte sbagliando, a determinarli!? Anche i bambini piccoli riescono a capire che L’Italia può modificare  i tempi e le specie del prelievo, solo se la U.E modifica le date e le prescrizioni dei “Key Concepts Document”! Altrimenti se lo fa incorre nella procedura d’infrazione! E l’on. Gottardo dovrebbe sapere che la norma per la quale è relatore è dettata dalla necessità di adeguare la legislazione Italiana alla specifica Direttiva Europea oggi esistente. E allora perché si insiste, sui vincoli e sulla necessità di indicare la data del 1° settembre-31 Gennaio, quando in nessuna norma della Direttiva è previsto questo?  O si è sordi o si fa finta di esserlo. Le date sono nei “Key Concepts Document”. Capito o no? A che serve essere autolesionisti quando senza il vincolo di una data si potrebbe sin da subito poter cacciare delle specie a Febbraio con il beneplacito dell’Europa? Bird Life International ha detto che bisogna rispettare la Direttiva CEE 409/79 ? Bene quest’ultima possibilità di utilizzare in Italia i “Key Concepets Document” a Febbraio è in  linea con  tale direttiva.

Allora perchè  “piangono” gli ambientalisti nostrani?  Di che cosa parla il Sig. Ministro dell’Ambiente, e tutti gli acccoliti che sono al suo seguito: alcuni politici di destra e di sinistra, Lipu, Wwff, Legambiente e financo una Associazione venatoria? Le date dei “Key Concepts Document” sono da modificare?  Sono inadeguate? Noi diciamo di si, loro dicono di no! Ma si riesca a capire almeno una cosa, e cioè che questa è una questione non di pertinenza del Parlamento Italiano! In ogni caso, per nostra tranquillità, dobbiamo dire, che, per quel che ci riguarda, l’agenda a cui noi facciamo riferimento per la manifestazione del 9 marzo a Roma, è ben più ponderosa. Al primo punto noi collochiamo il nostro diritto di trasmettere ai cittadini Italiani, un messaggio serio e rassicurante del mondo venatorio, riguardo alle tante mistificazioni che nei confronti della caccia Italiana, sono state perpetrate negli ultimi tempi dai media e dagli organi di informazione. La necessità di chiedere il “riscatto” della cultura della “ruralità” ed il diritto che si ponga mano dopo venti anni ad una riforma della normativa nazionale che consenta un esercizio venatorio adeguato ai tempi attuali.
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