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Pale eoliche si o no in Umbria: alla ricerca di una mediazione

Workshop: "Un nuovo paesaggio per l'autonomia energetica?", in programma il 15 aprile nell'ambito della Conferenza internazionale sul Clima "Local Solutions for Change
di: Bic 03/04/2010 - h 00,00
L’approvazione da parte del Tar dell’Umbria, con sentenza deposita il 9 febbraio scorso, della realizzazione di un impianto eolico in località Bocca Trabaria, Voc. Il Montaccio, quasi al punto d’incontro dei confini tra regione Umbria, Toscana e Marche, sostanzialmente concessa perché verrebbero intaccate  “solo modeste superfici del territorio destinate all’adeguamento della viabilità esistente, e suscettibili di compensazione”, ha riaperto il dibattito  tra tutela del paesaggio e progettualità energetica.
Un dibattito tra posizioni oggettivamente opposte che necessitano di una mediazione che combini ,evitando il muro contro muro, la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale esistente con la necessità di portare avanti una politica di interventi per incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Quest’ultima necessità
, però ed al di là di chi cerca di sfruttarla per meri interessi di bottega, in fin dei conti attiene alla sopravvivenza stessa della attuale civiltà, dove la disponibilità di energia, che non comporti, per la sua produzione, rischi eccessivi per la vita dell’uomo e di tutto l’ecosistema, è fondamentale.
In definitiva, quindi, si tratta di scegliere ora anche se per il futuro tra se privilegiare la bellezza del territorio o la sua vivibilità concreta.
Ad esempio, come sceglierebbero le popolazioni tra la presenza nel proprio territorio di un parco eolico sul crinale dei monti che guardano ogni mattino o l’installazione di una centrale elettrica a carbone in una valle nascosta alla vista ?
Come conciliare, in altre parole, criteri di sostenibilità e di preservazione del paesaggio con il suo "utilizzo", in una prospettiva di partecipazione attiva della popolazione? Sarà questo il tema del workshop "Un nuovo paesaggio per l'autonomia energetica?", in programma il 15 aprile nell'ambito della Conferenza internazionale sul Clima "Local Solutions for Change - Perugia 2010". "
Negli ultimi due anni - esordisce Francesco Ferrante, della Commissione Ambiente, Territorio e Beni Ambientali del Senato, tra i relatori dell'incontro - anche il nostro paese si è messo in moto sul fronte delle rinnovabili. Abbiamo registrato l'istallazione di oltre 1000 Mw di fotovoltaico e ormai più 6 TWh sono prodotti con il vento: nel 2009 un Kwh su quattro prodotto in Italia proveniva da fonti rinnovabili". Certo, prosegue Ferrante, "siamo ancora distanti da paesi come la Spagna e la Germania, ed è per questo che è fondamentale che il prossimo sviluppo di queste fonti, che dovrà continuare ad essere impetuoso, sia regolato con attenzione, in modo da poterlo mantenere in equilibrio con lo straordinario patrimonio costituito dal nostro paesaggio, senza ripetere vecchie strade e vecchi errori che hanno consentito un consumo del nostro territorio intollerabile e devastante". 
Nell'incontro del 15 aprile, ospitato al Centro congressi Capitini del capoluogo umbro, si discuterà di criteri ed esperienze in Italia ed Europa, partendo dal Piano paesaggistico regionale (Ppr) dell'Umbria, redatto sotto la guida dell'ing. Luciano Tortoioli, Direttore della Direzione Ambiente, Territorio e Infrastrutture della Regione Umbria; interverrà poi Gerda Stuchlik, assessore all'ambiente di Friburgo, la "città solare" europea per antonomasia, mentre l'architetto Alessio Battistella, del Politecnico di Milano, presenterà le risposte tecniche più aggiornate e i criteri per scegliere le soluzioni migliori. 
"Il workshop in occasione della Conferenza Internazionale sul Clima - sottolinea Raffaello Di Benedetto, Direttore Area ambiente e territorio della Provincia di Perugia, che coordinerà l'incontro - nell'ottica della ricerca di una mediazione culturale indispensabile tra le varie istanze in campo".
Un ruolo, questo, che nei prossimi mesi spetterà proprio alla Provincia
, che con il nuovo Piano territoriale di coordinamento provinciale dovrà fungere da snodo tra le linee guida del Piano paesaggistico regionale (attualmente "preadottato", ma che verrà "adottato" e approvato definitivamente entro la fine dell'anno) e i vari Piani regolatori comunali. "Un ruolo fondamentale - conclude Di Benedetto - perché dovremo adoperarci per tradurre progettualmente a livello territoriale le norme regionali, cercando un punto di incontro, prima di tutto culturale, con amministrazioni locali e associazioni di cittadini".
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