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Terremoto, la terra si distende in Umbria

Dall'Istituto geologico e vulcanologico la spiegazione delle scosse di ieri alle pendici dei Monti Martani:  nel passato scosse di magnitudo 5.4 il 5 giugno del 1767, conosciuto come terremoto spoletino, e di magnitudo 5.5 il 15 settembre del 1878, conosciuto come terremoto di Montefalco; nuove scosse di magnitudo 3.2 e 2.
di: 29/08/2010 - h 00,00

Il terremoto di magnitudo 4.0 registrato alle 9.08 di ieri nel distretto sismico dei Monti Martani e le successive più lievi scosse si inquadrano «nella normale attività sismica della catena appenninica».
Si tratta in particolare del «classico terremoto distensivo della zona centro-appenninica». Lo ha detto il responsabile di sala sismica dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Antonio Piersanti. 
In pratica, come abbiamo già spiegato in altri articoli passati, la penisola italica cerca di avvicinarsi ai Balcani. Mentre però la parte meridionale trova resistenza in una placca greca, la parte centro settentrionale trova sulle sponde dell'ex Juogoslavia terreno “morbido” che fa avanzare il terreno.
Alle spalle di questo movimento si crea del vuoto che prima o poi viene riempito con la terra ad ovest che si distende negli spazi vuoti creatasi.

Per quanto riguarda la possibilità di repliche, non si possono certo fare previsioni ma si può dire che, ha aggiunto Piersanti, «terremoti distensivi tipici di quest'area appenninica statisticamente hanno delle repliche e per ora ne stiamo registrando solo a livello strumentale e sono poche».
Sulla profondità,  i terremoti in queste zone appenniniche vanno da un minimo di 6-7 km a 15 con una media standard di 8 chilometri, ha spiegato l'esperto.
Infine, nella zona più centrale del terremoto di ieri nel passatocsi sono state scosse di magnitudo 5.4 il 5 giugno del 1767 conosciuto come terremoto spoletino, e di magnitudo 5.5 il 15 settembre del 1878 conosciuto come terremoto di Montefalco.
«In anni recenti - ha concluso Piersanti - la zona epicentrale non è stata colpita da eventi significativi.
Nel dicembre dello scorso anno è stata registrata magnitudo 4.2 nella zona ma a 30 km a nord-ovest rispetto al sisma di oggi», cioè nel Marscianese che perciò sembra interessato da questo tipo di fenomeni.

Intanto alle 21.43 nuova scossa di magnitudo 3.2 nella Valle del Topino, alla profondità di 8,6 km, seguita domenica mattina alle 8.22 da una leggera scossa di magnitudo 2 nella zona di Castel Ritaldi.
Anche nel mare Egeo la situazione si è messa in movimento con una scossa di magnitudo 3.7  alle 7.38 di domenica mattina ed il fatto secondo gli studiosi potrebbe portare ad ulteriori riflessi anche sulla penisola italiana.
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