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Troppo "morbidi" per la diossina a Vascigliano di Stroncone: la Magistratura accusa

Indagati il direttore dell'Arpa di Terni ed il Sindaco di Stroncone; provvedimenti della Magistratura anche per il proprietario dell'impianto incendiato
di: 17/02/2010 - h 00,00
Sono finiti nei guai in tre in conseguenza dell’incendio di Vascigliano di Stroncone.
Uno per fatti direttamente riconducibili all’incendio e due per la “comunicazione” successiva all’evento.
Indagato per incendio colposo aggravato da violazioni ambientali il titolare dell'azienda, nei cui confronti il gip ha disposto il divieto di esercizio di impresa per due mesi.
È accusato di avere stipato nel magazzino dell’impianto incendiato  il triplo di materiale rispetto a quello autorizzato e di avere omesso di assicurarsi del funzionamento dell'impianto antincendio.
In base alle indagini condotte dalla gdf, in collaborazione con carabinieri e forestale, invece, il direttore del dipartimento Arpa di Terni, è accusato di aver cercato di minimizzare le conseguenze dell’accaduto.
Avrebbe reso noti risultati sulla diossina negli ortaggi e nei terreni pur essendo consapevole «dei limiti oggettivi» sul piano strumentale e dell'affidabilità delle metodiche nel laboratorio che aveva svolto le analisi.
Dati accompagnati da commenti tutti diretti - secondo l'accusa - a minimizzare l'inquinamento.
Per questo il giudice ha sospeso il direttore per due mesi dalla professione.
Al sindaco di Stroncone gli inquirenti contestano invece comportamenti contradditori che parrebbero volti a ridimensionare la zona di rispetto intorno all’impianto incendiato: prima ridotta e poi di nuovo ampliata.
Tale comportamento sarebbe stato legato alla volontà di tutelare gli interessi economici di alcuni privati ed in particolare quelli di un proprietario di terreni vicino all'incendio e il cui figlio è titolare di un agriturismo
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