“Solo inglobando Sant'Egidio e il comprensorio perugino-assisano si raggiungono numeri di utenza sufficienti a giustificare una linea di interesse nazionale. I sindaci forse non sanno, osserva Brutti, in che guaio si stanno cacciando accollandosi
un tracciato devastante per il territorio, con quattordici gallerie in cambio di pochissime fermate. O forse lo sanno e
trattano la materia in termini di semplice propaganda, mentre le stazioni umbre sono degne di scenari western, lasciate deserte, senza neanche un addetto presente, con biglietterie completamente sventrate”.
Nel merito delle
considerazioni espresse dalla ex presidente della Giunta Rita Lorenzetti a margine della festa del Pd, sul collegamento fra Fontivegge e Sant'Egidio Brutti afferma: “E' davvero stupefacente leggere che la neopresidente Italferr si sia aggiudicata di recente il progetto per il ripristino della Orte-Civitavecchia, un tracciato che il suo caposquadra
Mauro Moretti aveva disprezzato fino a ieri l'altro ( ma che la
Ue e la Regione Lazio ritengono fondamentale - n.d.r.)
Con identica coerenza lei
insiste nel suo innamoramento per le bretelle: dopo quella con Terontola, ovviamente mai realizzata, ora è la volta della seducente
bretellina per Sant'Egidio. Qualcuno, per favore, le dica che il
trasporto ferroviario umbro, anche grazie a lei, è finito in mutande da un pezzo”.
Ma Brutti, nella sua foga, dimentica forse che “
senza mutande” e da rivestire al momento è il collegamento ferroviario lungo tutta la valle del Tevere, che a Nord non riesce a sfondare con la Fcu oltre Sansepolcro ( per arrivare ad Arezzo), ad ovest ha solo un binario per Terontola come un solo binario ha la percorrenza Sansepolcro - Città di Castello- Terni.
E così
tutti vanno in auto.