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Come è fatta l'Umbria, lezione di geografia della Marini

In tema di accorpamenti delle sedi giudiziarie, la Presidente della Regione ritiene "bizzarra" la proposta governativa che sembra non avere la minima cognizione di qual è la conformazione territoriale dell'Umbria
di: 17/07/2012 - h 00,00
territorio, tra le righe verdi, del ducato di Spoleto


Se non fosse che la materia del contendere è esplicitamente quella delle sedi giudiziarie risultanti dalla riforma, le argomentazioni della Governatrice dell’Umbria nella lettera inviata alla Presidente della Commissione Giustizia della  Camera dei Deputati, Giulia Bongiorno, agli altri membri della Commissione ed a tutti i Parlamentari umbri, potrebbe riferirsi anche all’altro “riequilibrio” di cui si discute: quello territoriale tra le province.

Infatti nella lettera di Catiuscia Marini se si evidenziano le considerazioni dei vari Sindaci ( contro le soppressioni) si pongono in evidenza le considerazioni dei Sindaci di Marsciano, Collazzone, Deruta, Fratta Todina, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, San Venanzo e Todi, sull’opportunità che l’eventuale accorpamento “giudiziario” avvenga con il Tribunale di Perugia nonchè quelle dei primi cittadini di Piegaro, Paciano e Città della Pieve, affinché in seguito alla soppressione del Tribunale di Orvieto sulla difficoltà per l’essere accorpati con Terni, distante e non raggiungibile, anziché con il circondario limitrofo e prossimo di Perugia.

La Presidente pertanto invita la Commissione Giustizia a valutare con attenzione le nuove proposte tenendo conto dei naturali collegamenti con le sedi giudiziarie più prossime e la cosa anche se non scritta varrebbe anche per un eventuale accorpamento di Todi con Spoleto, ipotizzato da chi forse ritiene già realizzata la famosa strada delle tre valli che buca le montagne che si frappongono tra le due cittadine umbre.

Per la presidente Marini “le proposte contenute nel decreto non prendono nella giusta considerazione le specificità dei territori, i collegamenti infrastrutturali, le reti del trasporto pubblico locale né le specificità della comunità alle quali i servizi della Giustizia sono destinati, a cominciare dalla garanzia di accessibilità delle sedi giudiziarie da parte dei cittadini”.
In definitiva Catiuscia Marini invita “ad esaminare le considerazioni e proposte riportate dai Sindaci,  affinché il disagio prodotto dalla riduzione e soppressione di numerosi uffici giudiziari nella Regione non si traduca in una ‘bizzarra’ riorganizzazione che sembra non tenere in nessun conto i naturali collegamenti viari, infrastrutturali e di trasporto e la continuità territoriale della comunità di riferimento”.

Ovviamente quel bizzarra non può che nascondere lo sconcerto per una suddivisione dell’Umbria fatta senza neppure leggere una carta geofisica e forse basata su qualche reminiscenza storica quando ci si muoveva a cavallo o a dorso di mulo ed i corsi d'acqua erano i confini più naturali.

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