Gli "attacchi" ai magistrati li irrobustiscono

Intanto gli aderenti all'Associazione nazionale magistrati hanno protestato in occasione della inaugurazione dell'anno giudiziario a Perugia; i dati dei procedimenti giudiziari 2009 nella regione Umbria
di: 31/01/2010 - h 00,00
Nonostante che una parte del mondo politico, che è maggioranza nel paese, e dei media di riferimento mostri un forte atteggiamento critico verso i magistrati quando questi si occupano di politica, aumenta sempre più la fiducia degli italiani nella magistratura, che insieme alla figura del capo dello Stato è l'istituzione che riceve maggiore credito da parte degli italiani. Secondo un sondaggio dell'Eurispes, effettuato nell'ultimo anno e contenuto nel Rapporto Italia 2010, quasi un italiano su due dà fiducia ai magistrati.
Se infatti nella rilevazione del 2009 i fiduciosi erano il 44,4%, quest'anno c'è stato un balzo del 3,4% che porta la percentuale al 47,8%.
Si tratta di un trend in crescendo che dura da 5 anni
, partendo dal dato più basso registrato nel 2006 (38,6%). Ad avere meno fiducia nella magistratura sono gli italiani di destra (35,6%) e centrodestra (35,4%), mentre molto fiduciosi sono quelli di centro (53%). A sinistra (58,1%) e al centrosinistra (58,5%) l'apprezzamento più alto.
A livello geografico, il maggiore consenso è nel Nord-est (52%) e nel Centro (50,7%), mentre nel Nord-ovest (47,9%), nelle isole (45,6%) e soprattutto al Sud (43,1%) le percentuali scendono.
Non c’è però altrettanta fiducia nel sistema che accomuna i magistrati dell'accusa ai giudici.. Solo il 36% approva l'attuale sistema delle carriere, mentre il 57,8% non lo condivide. Anche qui, però una sorpresa di non poco conto e di cui occorrerà tenere conto.
Se è vero che solo un italiano su 4 è preoccupato che la separazione delle carriere possa indebolire il ruolo dell'accusa a sorpresa i più timorosi in questo senso sono nella destra (36%) e nel centrodestra (35%).
Sull'imparzialità dei magistrati il 49% degli italiani è fiducioso, ma quasi altrettanti (48%) esprimono sfiducia
.
Altra questione di cui molti dovrebbero tenere conto è che gli italiani sono per la quasi totalità (96,3%) d'accordo sul cosiddetto processo breve, ma l’indagine non chiarisce se tale orientamento dipenda o meno dal desiderio di vedere i rei fuori dalla circolazione in breve tempo.
Con questi orientamenti, in parte contradditori se visti con ottiche di parte, dovranno fare i conti anche i magistrati che operano in Umbria, i quali presenti alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario del distretto dell'Umbria non hanno ascoltato l’appello che e' stato rivolto dal presidente reggente della Corte d'Appello Emanuele Salvatore Medoro affinche' venisse ascoltata la relazione del rappresentante del ministero ed in linea con quanto avvenuto nei vari distretti d'Italia, sono usciti dall'aula.
Nonostante l’appello tuttavia la relazione di Medoro non è stata tenera col Governo''La situazione che emerge dai dati, per un verso quanto mai critica a causa della carenza in quasi tutti gli uffici sia del personale amministrativo, sia dei magistrati togati ed onorari, porta ad affermare che siamo arrivati al 'redde rationem' e che non sia piu' tempo ne' di vuote e retoriche relazioni su bilanci consuntivi e prospettive sperate e che sia invece necessario e non piu' rinviabile un ripensamento complessivo del sistema giustizia''. Sugli organici, in servizio nel distretto ci sono oggi 104 magistrati togati a fronte di un organico di 115, con caenze di 11 unita' anche tra i Got, i Vpo e i giudici di pace.
 ''E' urgente mettere mano alla geografia giudiziaria del distretto, decidendosi una buona volta - ha aggiunto Medoro - in ordine alla redistribuzione del territorio tra i 4 tribunali esistenti o alla soppressione dei due tribunali minori, se non adeguatamente rinforzati, nel territorio e negli organici, non essendo piu' tollerabile la situazione esistente, ne' in termini di costi, ne' in termini di produttivita' del servizio giustizia''.
Su piano più tecnico la relazione di Medoro ha messo in evidenza che l'andamento dei reati nel periodo luglio 2008-giugno 2009, non presenta mutamenti da destare particolare allarme sociale; ma aumenti ce ne sono stati, come furti specie quelli in abitazione, reati attinenti la prostituzione lievitati nella misura dell'86% e il traffico di stupefacenti +19%. In aumento anche i reati connessi a cittadini stranieri (Perugia e Terni in special modo). La Corte di Appello ha celebrato 38 procedimenti per reati commessi da extracomunitari.
In aumento - ha continuato Medoro - i reati di violenza sessuale e di pedofilia in tutti i tribunali del distretto, tranne Orvieto. Buono l'andamento della giustizia minorile, sia nel civile che nel penale.
Per quanto riguarda le adozione nazionali ed internazionali Medoro ha sottolineato che ''a fronte di 1.104 domande pendenti al 30 giugno 2009 vi e' un numero esiguo di minori - non piu' di 9/10 - all'anno''.
Sulle cause di lavoro, la relazione di Medoro, ha evidenziato una ''inversione di tendenza rispetto agli anni pregressi, essendosi riscontrata - ha detto - una riduzione nelle iscrizioni delle cause di lavoro, scese del 13,42% presso il tribunale di Perugia ed in misura meno netta, in quelle di provenienza''. Nelle controversie di famiglia, sono calate le separazioni (da 846 a 724) ed i divorzi passati da 500 a 395; c'e' invece un incremento delle istanze di fallimento pari al 33,19% presso il tribunale di Perugia.
 
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