L'Usl2 che "AMA"

Progetto rivolto alle detenute con problemi di dipendenza realizzato all’interno della Casa Circondariale di Capanne.
di: Bic 11/03/2010 - h 00,00
Riflettere sulle esperienze negative per riprogettare la propria vita, umanizzare la condizione di detenzione ed imparare a guardare al futuro con fiducia: è la finalità del progetto AMA, acronimo di Auto Mutuo Aiuto, ovvero uno spazio di riflessione rivolto alle detenute con problemi di dipendenza realizzato dal Sert dell’usl 2 di Perugia, all’interno della Casa Circondariale di Capanne.
Il progetto è nato con l’intento di creare uno spazio settimanale dove le detenute che lo desiderino possano raccontare i propri problemi e condividere le loro emozioni, ripensando alle esperienze più difficili e dolorose del proprio vissuto, con il sostegno di una psichiatra e un’assistente sociale dell’usl 2 per facilitare la comunicazione.
Il gruppo di Auto Mutuo Aiuto, al quale le detenute partecipano volontariamente senza obblighi, è disciplinato da poche regole, ma di fondamentale importanza, per costruire un rapporto di fiducia con le operatrici del Sert: sedute di gruppo dove ognuna è libera anche solo di ascoltare decidendo come e quando raccontare la propria storia; massimo rispetto della privacy e soprattutto l’assenza di giudizi o sanzioni morali.
L'ascolto condiviso permette un'efficace elaborazione della propria esperienza e la formulazione di una strategia futura.
“Il progetto Ama crea uno spazio dedicato alle emozioni – spiega la dottoressa Annalia Pettinari, facilitatrice del gruppo AMA -. Cerchiamo di costruire una relazione di fiducia con le detenute che spesso vivono una condizioni di forte sofferenza psicologica, non giudicandole o facendole sentire colpevoli; il nostro scopo è di entrare in sintonia con i loro problemi per poi farle seriamente riflettere e ritrovare così fiducia nel futuro una volta che saranno uscite dal carcere”.
“Tramite i gruppi di Auto Mutuo Aiuto le persone si abituano a ragionare sulle emozioni non distruttive – commenta la dottoressa Antonella Buffo, educatrice, che al Sert di Perugia ha seguito un gruppo AMA rivolto a donne con dipendenze affettive verso compagni tossicodipendenti -. Chi partecipa al gruppo tenta di valorizzare le proprie risorse partendo dalle esperienze negative del passato. E’ un’esperienza che umanizza la condizione di sofferenza e permette, attraverso il confronto, di ripensare al proprio stile di vita''.
 
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