Matrimoni misti in crescita: triplicati dal 1995
Le unioni tra cittadini italiani e stranieri crescono al ritmo di quasi il 10% all'anno
di: 25/08/2010 - h 00,00
Nonostante il “razzismo” i
matrimoni misti in Italia sono triplicati nel giro di 15 anni: un aumento di quasi il 10% ogni anno. I numeri sui matrimoni misti, cio‚ tra cittadini italiani e stranieri, sono dell'Osservatorio sui matrimoni misti in Italia elaborato dalla società MoneyGram su dati del Dossier statistico 2009 di Caritas Migrantes.
L'Emilia-Romagna in testa alla classifica delle regioni dove questo fenomeno si è maggiormente sviluppato.
Nel 2009, i matrimoni misti sono stati circa 35 mila, il 14% del totale delle unioni; un numero triplicato rispetto al 1995, quando si attestavano a 12 mila.
In Emilia Romagna l'incidenza raggiunge quasi il 15% sul totale dei matrimoni celebrati nella regione, seguita dalla Lombardia (13,5%), dalla Liguria (13,1%) e dalla Valle d'Aosta (13,1%).
La Lombardia è la regione in cui in numero assoluto (oltre 35 mila) le unioni miste sono state le più numerose.
I matrimoni misti
più frequenti sono quelli in cui lo sposo
è italiano e la sposa straniera (17 mila l'anno) . Gli uomini italiani sposano per lo più donne provenienti dai Paesi dell'Ue (59%) o dal continente americano, con una preferenza per le donne latinoamericane che rappresentano circa un quarto dei matrimoni misti.
Le unioni con donne provenienti dall'Africa settentrionale rappresentano invece l'8% dei casi. Le donne asiatiche sono invece protagoniste solo del 6% delle cerimonie. Le donne italiane sposano per lo più africani (40,7%) oppure sudamericani (17,4%).
Nei matrimoni misti, quasi a voler confermare il detto “ moglie e buoi dei paesi tuoi” è più frequente il divorzio:
la durata media di questi matrimoni è di solo 9 anni, a fronte dei 14 anni per gli altri matrimoni.