Mozzarelle dalle bufale allevate in Umbria, una realtà che cresce
Una storia che viene da Città di Castello testimonia anche delle opportunità che discendono dal mischiarsi di culture diverse
di: 23/07/2011 - h 00,00
Una storia emblematica e di successo ad illustrare i vantaggi del mischiarsi delle culture è quella di Gianluca Paolo, imprenditore che
in Umbria riesce ad assurgere alla gloria per la produzione di mozzarelle di bufala.
Le sue sono in corsa per ottenere, se supererà i suoi due concorrenti,
l’Oscar nazionale di Coldiretti, nella categoria Campagna Amica.
Ciò in quanto l’azi
enda punta soprattutto alla vendita sul mercato locale: filiera corta e rapporto diretto col consumatore, una strategia che altri in Umbria hanno adottato con successo e che sembra
particolarmente apprezzata non solo dagli umbri, ma anche dai forestieri che raggiungono le loro seconde case nella regione durante il week end o che abbinano una vacanza in Umbria con una puntata ai negozi delle aziende produttrici di prodotti che non si trovano con altrettanta freschezza nei grandi centri.
Una storia, tutto sommato, che ha raggiunto
risultati di prestigio in breve tempo.
L’avventura è iniziata infatti solo nel 2003, con pochi capi, su 30 ettari di terreno, quando un
giovane che è cresciuto ed ha studiato nell’Alta valle del Tevere ha attinto ad una lunga tradizione agricola familiare che affonda le radici
nell’area della Campania dove i suoi genitori e i suoi antenati hanno assimilato le tecniche, la manualità, l’artigianalità e i saperi di una lavorazione tipica.
Una tradizione che ben si sposa con un territorio sicuramente meglio protetto.