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"Italia di mezzo", prime liti sui confini

Per la Lega nord dell'Umbria meglio non avere rapporti col Lazio
di: 07/09/2010 - h 00,00

Sugli ipotetici confini dell'Italia di mezzo, si registrano le prime divergenze, non appena dalle parole si cerca di passare ai fatti.
A dire la sua è il consigliere regionale dell'Umbria il capogruppo della Lega Nord, Gianluca Cirignoni a seguito dell’incontro, a Terni, alla ‘Festa democratica’ tra Catiuscia Marini e Renata Polverini.
Distinguo, quello di Cirignoni, che tuttavia non approfondisce i motivi dell'antipatia per il Lazio e soprattutto i motivi per cui l'Umbria avrebbe da rimetterci da un tal “matrimonio.

Per il rappresentante della Lega , infatti: ”In merito a quanto emerso dall'incontro tra le governatrici di Umbria e Lazio sull'ipotesi di attuare una stretta collaborazione in molti campi tra le due amministrazioni regionali, siamo ad esprimere le nostre perplessità ed i nostri dubbi, sulla reale utilità per l'Umbria di una alleanza strategica con il Lazio”.
L'Umbria – sottolinea Cirignoni - fa parte a tutti gli effetti di quel centro-nord del paese, che ha saputo interpretare meglio delle restanti regioni della penisola il mandato di quella maggioranza di cittadini che nel Giugno del 1946 scelse la Repubblica al posto della Monarchia”.
Già il risultato referendario relativo ad Umbria e Lazio – spiega l’esponente umbro del carroccio - delineò una netta differenza tra un Umbria che in maggioranza scelse la Repubblica e il Lazio in cui, come nel resto del sud, i cittadini si espressero in maggioranza a favore della Monarchia”.

Per Cirignoni, “le differenze tra Umbria e Lazio sono quelle che si possono registrare tra il nord e il sud del paese.
In particolare, la gestione della sanità pubblica
, che è uno tra gli indicatori più importanti della qualità del governo regionale, fa registrare una differenza abissale tra la nostra regione e il Lazio, che ha una delle gestioni sanitarie tra le più disastrate d'Italia tanto da costituire un vero e proprio problema nazionale.
L’Umbria, pur essendo oggetto di infiltrazioni della criminalità organizzata, non ha zone che sono in mano alle cosche, o Comuni commissariati per mafia, oltretutto, il Consiglio regionale già dalla passata legislatura ha provveduto ad istituire una commissione ‘antimafia’”.

Secondo il capogruppo della Lega Nord “la presidente Marini farebbe meglio a rinsaldare i rapporti con Marche, Romagna e Toscana, che dal punto di vista storico, sociale, economico e culturale – conclude Cirignoni – costituiscono, con la nostra regione, un aggregato omogeneo con interessi comuni, in cui i valori della Repubblica, intesa come ‘cosa di tutti’ sono ben radicati”.
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