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Si allungano i no alla Provincia di Terni

Ipotesi di trasmigrare rigettata da Cascia, Norcia, Cerreto di Spoleto, Preci, Vallo di Nera, Sant’Anatolia di Narco e Poggiodomo
di: 05/08/2012 - h 00,00

Un’ altra prova che la questione della soppressione della Provincia di Terni è stata affrontata dalla comunità della città dell’acciaio in modo a dir poco grezzo, forse contando su assicurazioni partitiche, cercando di imporre una soluzione guardando solo ai suoi problemi.

Anche i Sindaci di Cascia, Norcia, Cerreto di Spoleto, Preci, Vallo di Nera, Sant’Anatolia di Narco e Poggiodomo hanno detto no perché con Terni “non ci sono relazioni forti come quelle create negli anni con Perugia
.”

E l’errore ternano è ulteriormente aggravato da chi ritiene che avere il nome su una targa sia una questione di status.
Così infatti si brucia anche la possibilità di avere una Provincia diffusa, magari con un abbinamento di nomi come Pesaro-Urbino o un altro di fantasia,  iniziando un processo in cui veramente si creerebbe una regione solidale, con vantaggi, lo andiamo ripetendo da tempo, per tutti a partire proprio dai due centri maggiori, nei quali dovrebbero aver capito tutti che l’espansione edilizia è solo un danno per la vivibilità a vantaggio di pochi che speculano sulle aree.
Una logica quella di una Provincia diffusa, nel mondo di internet si può stare insieme anche se si è a chilometri di distanza, che comunque i ternani si troverebbero a dover affrontare anche qualora si potesse giungere a fusioni sovra-regionali, perché nessuno accetterà allora come oggi di piegarsi supinamente alle esigenze altrui.

In allegato le tesi di chi vuol emigrare dall'Umbria
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