Respinto il sospetto di incostituzionalità per le Regioni a Statuto Ordinario della normativa emanata nell'estate dello scorso anno al fine di contenere le spese degli organi regionali
Con una
sentenza del 20 luglio la Corte Costituzionale ha dato torto alla Regione Umbria che, con quelle di Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia e Veneto
non voleva essere obbligata a porre un tetto al numero e ai compensi dei consiglieri regionali e ad istituire il collegio dei revisori dei conti.
La Corte, infatti, con la sentenza n.198, ha
dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale poste contro l’articolo 14, comma 1, del d.l. 138/2011, convertito in legge 148/2011, cioè la
seconda manovra estiva dello scorso anno.
Con la manovra
firmata Tremonti era stato posto un limite al numero dei consiglieri e degli assessori, rapportato agli abitanti (il numero dei consiglieri regionali uguale o inferiore a 20 per le Regioni) con popolazione fino a un milione di abitanti; un «tetto» all’ammontare degli emolumenti dei consiglieri.
Si sono
salvate, invece, le regioni speciali che di speciale continueranno ad avere le spese per gli occupanti delle poltrone, almeno finchè pagherà…pantalone