La Giunta Regionale ha licenziato i due atti che ora iniziano il percorso in Consiglio Regionale per essere operativi a pieno regime dal primo gennaio del prossimo anno, ma anche con effetti immediati
Una Giunta regionale al completo ha
adottato oggi la proposta di riordino della sanità in Umbria.
E’ seguita una conferenza stampa nel corso della quale la
presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini ha dichiarato che “
L’Umbria vuole difendere il proprio sistema sanitario pubblico, e dimostrare così che non è vero ciò che quanti ultimamente stanno sostenendo e cioè che in una situazione di crisi come l’attuale la sanità pubblica non è finanziariamente sostenibile, mentre sarebbe possibile un’altra sanità, quella dei privati”.
Nell’illustrare i due atti che compongono la riforma, “Questa riforma – ha aggiunto la presidente – ha come
obiettivo principale il mantenimento del servizio sanitario e la sua sostenibilità finanziaria, a fronte delle minori risorse che, al netto della ‘spending review’ sulla quale sta lavorando il Governo, ammontano per la nostra regione ad oltre 120 milioni di euro.
Si tratta di
misure di riordino, razionalizzazione e contenimento dei servizi e della spesa sanitaria molto significative che devono produrre effetti già a partire dall’anno in corso, per consolidarsi nel 2013.
Per ciò che riguarda invece il disegno di legge relativo alla riforma della ‘governance’ della sanità – ha proseguito -, si
conferma la scelta della riduzione da 4 a 2 del numero delle Asl e di due Aziende ospedaliere.
Ora il disegno di legge verrà
trasmesso al Consiglio regionale per il suo iter di approvazione. Ovviamente, come Giunta regionale saremo attenti e disponibili ad ogni suggerimento, proposta emendativa che possa migliorarne il suo impianto”.
Per la presidente Marini, il
pacchetto delle misure approvato oggi “accelera una serie di misure di risparmio e mette l’Umbria in una condizione di maggiore tranquillità per ciò che riguarda la sostenibilità finanziaria del nostro sistema sanitario regionale,
ma non ne risolve ovviamente il problema, così come sta emergendo sulla base della ‘spending review’ del Governo Monti, verso la quale resta tutta la contrarietà delle Regioni italiane, perché con quei tagli davvero il sistema sanitario pubblico verrebbe messo a serio rischio di sopravvivenza”.
Per parte sua, l’assessore regionale alla sanità
Franco Tomassoni ha ricordato come “la spending review in sanità noi l’abbiamo già avviata da tempo ed è stato grazie ai nostri primi provvedimenti assunti nel 2011 che è stato possibile realizzare significative economie in vari ambiti, a partire da quello della spesa farmaceutica e che la stessa Agenzia nazionale del farmaco ha certificato, rendendo noto che nel 2011 la nostra regione ha prodotto un
risparmio di oltre 5 milioni di euro di per la spesa farmaceutica”.