L'assessore è stato paragonato a Marchionne per non aver consultato i sindacati dei pensionati sulla materia delle "residenze servite" (case di riposo)
Le “pantere grigie” targate Cgil hanno preso di mira la Giunta regionale umbra ed in particolare l'assessore alle politiche sociali, Carla Casciari, che viene paragonata addirittura all'A.D. della Fiat Marchionne.
Motivo dell'epiteto la
delibera che la Regione ha emanato durante l'estate in materia di case di riposo per anziani, “senza il minimo dialogo con le organizzazioni sindacali”.
Il segretario generale dello Spi Cgil dell'Umbria, Graziano Massoli, è andato giù duro «
Ci sembra che l'assessore si stia comportando in stile Marchionne, perchè cancella gli accordi che avevamo fatto con la precedente giunta e li riscrive di concerto con i soggetti gestori (Acrit e Acradu), che peraltro hanno un chiaro conflitto di interesse e senza nemmeno informare i sindacati dei pensionati, che in questa regione contano 150mila iscritti».
L'oggetto del contendere - spiega una nota della Cgil - è la delibera 1065 della giunta regionale del 26 luglio 2010, e in particolare la parte sulle «residenze servite», strutture che rischiano di «allargare a dismisura e senza controllo l'offerta di assistenza residenziale agli anziani».
La delibera rappresenta dunque per il sindacato pensionati della Cgil un
«tradimento della linea precedentemente concordata con la Regione» in materia di assistenza agli anziani. «Con questo atto - ha spiegato ancora il segretario Massoli - si rischia di dare il via libera ad una scelta politica che
apre la strada a uno sviluppo dell'Umbria basato sulle case di riposo. Ma non si può pensare di spostare sulla residenzialità il baricentro del nostro sistema di assistenza,
noi siamo e restiamo per favorire la domiciliarità. L'impegno della Regione, dunque, deve essere sulla vera questione centrale che è la legge sulla non autosufficienza e l'attivazione del Prina, che ancora non si riesce a concretizzare».
Sull'argomento si aprirà sicuramente un largo dibattito tra chi ritiene che la qualità della vita degli anziani ha tutto da guadagnare se rimangono in un ambito familiare e quanti evidenziano come stia salendo il numero di anziani che non hanno famiglia o hanno familiari già avanti con gli anni.