Accuse e minacce tra il Ministro Brunetta, spesso dimorante a Monte Castello di Vibio, ed il rappresentante nazionale della Cgil - medici di famiglia, Preiti, dipendente della Usl di Perugia; la situazione nelle strutture sanitarie dell'Umbria
Duello a distanza tra due umbri acquisiti.
Da un lato il Ministro Renato Brunetta e dall'altro Nicola Preiti, coord. naz.le FPCGIL Medici Medicina Generale.
Il primo notoriamente soggiornante in quel di Monte Castello di Vibio e l'altro dipendente della Usl 2 di Perugia.
Il terreno di scontro è l'invio via internet dei certificati di malattia dei lavoratori.
Una soluzione che in teoria dovrebbe evitare a tutti i lavoratori i disagi di dover notificare in tempi brevissimi il loro stato di salute e che pertanto dovrebbe trovare il massimo impegno da parte di tutti anche se sicuramente non mancano difficoltà oggettive, data sia l'immensa mole di certificati da spedire, si dice circa 5milioni l'anno, sia dalla pluralità di ambulatori che ciascun medico serve e non tutti dotati di collegamento informatico.
Secondo il Minitero nel mese di agosto e' proseguita a ritmo serrato la distribuzione ai medici delle credenziali di accesso (PIN) necessarie per l'utilizzo del nuovo sistema di trasmissione telematica, attraverso il quale, dal 19 luglio, il certificato di malattia dei lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, deve essere inviato direttamente all'Inps.
In Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Toscana, i medici sono gia' in possesso di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS) che consente loro di accedere al nuovo sistema.
Per le altre regioni al 31 agosto sono state contattate, su un totale di 168, ben 166 aziende sanitarie, delle quali, il 68% ha risposto in modo esaustivo all'intervista, mentre il 32% ha comunque fornito dati parziali in via di completamento.
Secondo i dati rilevati dal Formez e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, riferisce ancora il portavoce del ministro Brunetta, il numero di medici di famiglia oggi dotati di credenziali di accesso al sistema e' infatti passato dal 32% di fine luglio a oltre il 70%.
Significativo e' stato anche l'avanzamento registrato per i medici ospedalieri, di cui circa il 25% risulta attualmente dotato di PIN di accesso al sistema.
L'incremento ha interessato tutte le regioni, sebbene si possano ancora osservare differenze significative a livello territoriale. Si va dalle situazioni delle regioni Marche, Valle D'Aosta e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, laddove le percentuali di medici di famiglia abilitati sono superiore al 90%, a quelle di regioni quali la Puglia e la Sicilia dove la percentuale di medici di famiglia dotati di credenziali di accesso e' ancora inferiore al 30%
In Umbria la situazione non è brillante ma il dato – solo il 25% dei pin ritirati – è influenzato dal fatto che praticamente nessun medico ospedaliero lo ha avuto.
Ma se si guardano i medici di famiglia il dato è più confortante: si va da un 88% nell'alta valle del Tevere, al 72% della Usl2 di Perugia, al 52% di quella di Foligno.
Solo la Usl di Terni sembra ferma sullo zero insieme alla due aziende ospedaliere
Nel frattempo il numero di certificati di malattia trasmessi in modalita' telematica nel mese di agosto sono passati da 150.000 a oltre 260.000 con un aumento di circa il 70%.
Questi i dati per regione: Piemonte (4.866 certificati trasmessi), Valle d'Aosta (1.667), Provincia di Bolzano (9.316), Provincia di Trento (2.431), Veneto (13.758), Liguria (2.242), Emilia Romagna (1.292), Toscana (2.542), Umbria (668), Marche (16.241), Lazio (6.463), Abruzzo (6.249), Molise (55), Campania (12.393), Puglia (634), Basilicata (3.169), Calabria (2.930), Sicilia (1.056) e Sardegna (1.122)
A queste notizie ministeriali Preiti, insieme a Massimo Cozza, segretario nazionale FPCGIL Medici ha commentato parlando di “flop di Brunetta”
''Il possesso del codice di accesso - spiegano - e' infatti solo uno dei tanti fattori necessari per poter realmente far funzionare la certificazione on line. Servono le risorse strumentali, i collegamenti funzionanti e tutta una serie di condizioni che mettano in grado il medico di poter inviare la certificazione.
Basti pensare ai pronto soccorso affollati con personale carente o alle postazioni di guardia medica senza mezzi, agli studi di medici di famiglia in zone non raggiunte dalla banda larga.
Lo stesso dato di soli 260.000 certificati di malattia trasmessi in modalita' telematica nel mese di agosto a fronte di 5.000.000 l'anno conferma che il sistema ancora e' molto indietro''.
Al Ministro - concludono - chiediamo di non illudere piu' i cittadini e di sospendere la prossima scadenza ultimativa da lui stesso proclamata del 15 settembre.
Se realmente gli interessa raggiungere l'obbiettivo dei certificati di malattia on line da noi condiviso, e non fare solo polveroni mediatici, convochi un tavolo con le istituzioni interessate e soprattutto con i sindacati maggiormente rappresentativi dei medici per affrontare in modo appropriato i nodi da sciogliere, a partire da risorse, modalita' e tempi''.
Tagliente la replica del Ministro.
''A forza di sostenere che i dati sulla riduzione dell'assenteismo nel pubblico impiego fossero un bluff, il povero Carlo Podda ci ha rimesso in pochi mesi sia la faccia sia la carica di segretario generale della Cgil Funzione Pubblica. Adesso, reagendo stizziti ai dati sulla diffusione in tutta Italia della proceduta di trasmissione telematica all'Inps dei certificati di malattia, i suoi colleghi della FpCgil Medici Massimo Cozza e Nicola Preiti si arrischiano a parlare di un flop del ministro Brunetta. Siamo preoccupati, non vorremmo che a breve facessero la sua stessa fine...''.