Il focolaio infettivo sviluppatosi in Grecia non sembra per il momento interessare nè l'Umbria nè l'Italia
Nessun caso di febbre del Nilo Occidentale (West Nile Fever WNF) negli ultimi due anni è stato riscontrato nel territorio di competenza dell'usl 2 di Perugia, a conferma dell'efficacia - dice l'azienda sanitaria- delle numerose attività di prevenzione, informazione e comunicazione attuate in questi mesi per garantire sicurezza e salute ai cittadini tramite una migliore qualità ambientale.
Una strategia articolata di interventi messa in atto dall'Azienda Sanitaria
tramite incontri con la popolazione, attività di informazione e di bonifica ambientale per debellare le zanzare, i principali vettori di diffusione del virus della febbre del Nilo Occidentale, proprio mentre in altri paesi come la Grecia e la Macedonia, in questi giorni, sono stati notificati casi di febbre del Nilo Occidentale.
Si tratta di un
virus estremamente diffuso alle latitudini caldo – temperate ed include Africa, Nord America, Asia orientale, Medio Oriente, Australia, ma anche Europa mediterranea.
Il virus
infetta gli uccelli, i cavalli ed altri equini, ma è stato trovato anche in cani, conigli, scoiattoli ed altri animali predatori e non.
Gli uccelli e gli uccelli migratori sono l’ospite principale e
la zanzara “culex” (la normale zanzara presente anche alle nostre latitudini) ne è il principale vettore. Quando la zanzara è nella sua fase adulta, il virus si propaga attraverso una trasmissione continua tra la zanzara che funge da vettore e gli uccelli. L’uomo, i cavalli e gli altri mammiferi sono solo ospiti terminali, cosiddetti di “fine corsa”, perché essi, a differenza degli uccelli, non producono una viremia sufficiente a contribuire alla trasmissione del ciclo epidemiologico.
Nel 2008 e 2009 si sono avute anche in Italia, in particolare in Emilia Romagna e nel Veneto (nei territori alle foci del Po) epidemie localizzate di WNF. La maggior parte delle infezioni umane è asintomatica. In circa il 20% dei casi, invece, si osserva (in analogia con le altre cosiddette “febbri virali non emorragiche” trasmesse da vettori) una sintomatologia febbrile simile influenzale del tutto aspecifica. Solo
in meno dell’ 1% dei casi sono riportate forme neurologiche a tipo meningite e/o encefalite con evoluzione che può essere anche grave e/o letale. L’età avanzata è il più importante fattore collegato alla gravità dell’evoluzione e alla mortalità (che è di circa il 10% di tutte le forme a localizzazione neurologica). I casi diagnosticati sono sicuramente inferiori ai casi reali che nella grande maggioranza dei casi decorrono in forma asintomatica o con sintomi non specifici.
Non esiste vaccinazione, quindi la prevenzione è rappresentata soprattutto dalla lotta alle zanzare e dall’attuazione di misure e norme comportamentali per evitare la puntura di zanzara, come ormai da tempo avviene anche nel nostro territorio, sulla base di programmi e azioni attuate dall’apposito Servizio Disinfestazione, in maniera integrata e coordinata con le Amministrazioni Comunali e la collettività locale.
Inoltre i Servizi Veterinari dal 2002 attuano un piano di sorveglianza specifico per WNV nei serbatoi animali.
Il Centro di Profilassi Internazionale dell'usl 2 (tel 075-5412454) è a disposizione dei cittadini che si dovessero recare nei paesi e nelle aree a rischio, al fine di fornire tutte le indicazioni necessarie.