Oltre a contestare la costruzione degli indicatori in base ai quali è stata fatta la valutazione, la regione Umbria evidenzia le lampanti incongruenze logiche di una lettura delle statistiche fuorviante
Come era prevedibile, la
statistica del "Sole 24 ore" ed in più il modo strumentale in cui è stata divulgata ha suscitato le reazioni della presidente Catiuscia Marini che, con l'assessore Vincenzo Riommi, ha ribattuto in tema di sanità: «la Regione
Umbria è tra le più virtuose d'Italia e i dati lo dimostrano».
In vero,
lo studio del "Sole" tendeva a misurare i progressi delle varie regioni e non lo stato generale. Quindi chi stava già bene poteva avere progressi limitati o addirittura, vista l'attuale situazione economica generale, arretrare.
Per la Regione,
l'indicatore elaborato dal «Centro studi Sintesi» e dal “Sole” accoppia la valutazione, dando un premio più significativo al «progresso nel tempo» piuttosto che al posizionamento.
Questo spiega bene il fatto che una Regione con un migliore posizionamento complessivo nelle diverse aree, come
l'Umbria, riceva un punteggio inferiore di una Regione posizionata più in basso, ma nella quale si sono registrati più avanzamenti (Campania).
Riferendosi a questa ultima regione il
duo Marini – Riommi si chiede: « È più virtuosa una Regione che ha ridotto il numero dei posti letto, riorganizzando e razionalizzando la propria rete ospedaliera, già nei primi anni del 2000 o una Regione che, costretta da un deficit ormai fuori controllo - e per tale ragione addirittura posta sotto Commissariamento da parte del Governo - lo ha dovuto fare negli ultimi sei mesi? Sembrerebbe scontata la risposta a questo interrogativo, anche se così non è dalla lettura dei dati del recente studio pubblicato dal «Sole 24 Ore»
Peraltro, la
non corretta costruzione dell'indicatore è evidenziata dal fatto che il Molise e il Lazio conseguono la migliore valutazione prevista pur essendo, proprio a causa anche dell'eccessiva offerta di attività di ricovero e delle dotazioni di medici ridondante,
due delle Regioni commissariate dal Governo e con piano di rientro.
Per rafforzare le loro tesi, la presidente e l'assessore citano, ad esempio, il più
recente studio del «Cerm» (Competitività Regolazione Mercati) che colloca l'Umbria non solo tra le sole cinque Regioni «virtuose», assieme a Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, ma la pone assieme alla Toscana in una posizione superiore al resto delle altre «virtuose» per quanto riguarda la «qualità» complessiva del sistema sanitario, tanto da poter affrontare senza alcuna necessità di ulteriori manovre correttive, riduzioni o ricorso a nuove tasse, il passaggio al «federalismo fiscale».