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Nuovi ospedali: ora tocca a Narni-Amelia

La Giunta Regionale dell'Umbria ha dato il via all'accordo di programma per la realizzazione della struttura sanitaria in località Camartana
di: 24/01/2012 - h 20,00

L'Umbria prosegue sulla strada tracciata della riorganizzazione della rete ospedaliera umbra, con l'accordo per il nuovo ospedale di Narni-Amelia che prende forma. La Giunta regionale nella sua ultima seduta ha infatti dato il via all’accordo di programma tra la Regione Umbria, l'A.S.L. n. 4 di Terni, la Provincia di Terni, il Comune di Narni, il Comune di Amelia per la definizione e la realizzazione del Nuovo Ospedale Territoriale del comprensorio di Narni-Amelia, che sarà realizzato in località Camartana del Comune di Narni, a monte della Strada Statale 205, nella zona compresa tra la cava di San Pellegrino e l'abitato di Fornole.
Con questo atto la Giunta Regionale ha ridefinito strutture e dotazioni così da poter offrire risposte più adeguate ai nuovi bisogni sanitari del territorio ed inserire il nuovo ospedale in una logica di integrazione aziendale. Si favorirà la composizione di un quadro di prestazione di servizi nella provincia e nella regione che possa anche ridurre sensibilmente la mobilità di pazienti umbri in strutture al di fuori della nostra regione. “Il Nuovo Patto per la Salute, afferma l’assessore Tomassoni, dovrebbe prevedere, tra gli obiettivi, il ripensamento della rete ospedaliera, demandando alle Regioni l’ideazione e la realizzazione all’interno della loro autonomia programmatoria.
Per questo il Nuovo Patto per la Salute ipotizza la possibilità di una riconversione della rete ospedaliera minore, che risulta esuberante sia come posti letto che come ricoveri, verso il soddisfacimento dei bisogni più attuali della collettività, con l’obiettivo di potenziare i servizi di Riabilitazione e Lungodegenza per i pazienti anziani.
Era chiara insomma, continua Tomassoni, la necessità della rottura dell’unicità del modello ospedaliero tradizionale degli ospedali “tutti uguali”.
“In questo contesto, dichiara Tomassoni, la programmazione regionale ha previsto, tra le varie misure, la riorganizzazione della rete degli ospedali di territorio attraverso la riconversione di alcuni ospedali, inserendoli e valorizzandoli all’interno di un’offerta sanitaria su base aziendale (strutture riabilitative, ospedali di comunità, centri di salute) o attraverso la previsione di un loro accorpamento che ha permesso di dare dignità di presidio di territorio a strutture che inevitabilmente avrebbero intrapreso la via del declino esponendo i cittadini a gravi rischi e gli operatori ad una crescente frustrazione professionale”.
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