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Riforma dell'assetto sanitario: l'Umbria resterà un'eccellenza nazionale

Palazzo Donini definisce prive di qualsiasi fondamento le notizie circa un fantomatico piano regionale di  tagli a reparti e strutture ospedaliere; la riorganizzazione avverrà in modo trasparente e partecipato secondo le linee di indirizzo già predisposte
di: 26/01/2012 - h 00,04

“Non c'è alcun piano segreto, né fantomatiche 'bozze' riservate circa il piano di riforma dell’assetto sanitario nella Regione": Palazzo Donini pone con nettezza la parola fine al 'caso' scatenato da un articolo del quotidiano "Il Messaggero" ("Sanità, ecco il piano dei tagli"), il cui contenuto viene definito "privo di alcun fondamento". Dalle presunte indiscrezioni sono scaturiti in giornata allarmismi e preoccupazioni che hanno animato il dibattito politico, con qualche avventata presa di posizione da parte di alcuni amministratori locali seguite dalle pronte smentite da parte delle istituzioni sanitarie.
Nel tardo pomeriggio, come detto, la nota definitivamente chiarificatrice della Giunta Regionale nella quale si sottolinea "la ferma volontà dell’esecutivo regionale di lavorare in piena trasparenza, e con il totale coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, per la difesa di un servizio sanitario pubblico e di eccellenza che deve fare i conti con i pesantissimi tagli imposti sia dal precedente Governo, sia dalla difficilissima situazione economica del Paese e della finanza pubblica. In ogni caso l’Umbria, pur consapevole della necessità di continuare a tenere in ordine i conti della sanità - recita il comunicato - non intende rinunciare ad un modello di sanità che è e resta una eccellenza nel panorama nazionale".
Riguardo al passaggio contenuto nell'articolo sulla chiusura di tre punti nascita, la Regione precisa che "non è stata assunta alcuna decisione circa la chiusura di questo o quel reparto. In ogni caso ogni decisione sarà comunque assunta con atti specifici della Giunta regionale, secondo le linee di indirizzo già predisposte ed in coerenza anche con le decisioni che le Regioni assumeranno nel confronto con il Governo in merito al Patto per la salute 2013-2015 che proprio nelle prossime settimane sarà al centro dell’agenda dei lavori della Conferenza delle Regioni".
L’attribuzione alla Giunta regionale di decisioni e volontà riguardo a delicatissime funzioni come i “punti nascita”, o ad aperture e chiusure di ospedali viene dunque respinta con decisione, auspicando nel contempo la "necessaria partecipazione di tutti i soggetti interessati al confronto ed alla discussione su temi così importanti quali la riorganizzazione del sistema sanitario, ovviamente sulla base di una reale e concreta proposta approvata dall’esecutivo regionale”.

 
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