Umbria terreno fertile per le complicanze da influenza A
Saliti a 35 i ricoverati; nella regione le patologie respiratorie incidono per il 50% in più di quanto accada nella media italiana
di: 10/11/2009 - h 00,01
Alle 14 di oggi, secondo i dati diffusi dalla Direzione alla Sanità e servizi sociali della Regione Umbria,
le persone che risultano ricoverate negli ospedali umbri per influenza A sono 35. Di queste
23 sono ritenuti casi sospetti mentre gli altri
12 pazienti sono risultati positivi al test A/H1N1.
Questi ultimi sono
tutte persone che presentavano già gravi patologie.
Fra di loro ci sono anche quattro bambini, di cui tre sono in gravi condizioni e sono ricoverati nei reparti di rianimazione.
Uno di loro, in terapia intensiva, è un nato prematuro.
Ma la
situazione in Umbria potrebbe aggravarsi, perché nella regione c’è una emergenza nota per le patologie respiratorie, anche se il virus sembra meno aggressivo e per i soggetti a rischio c’è la possibilità di vaccinarsi.
Ogni anno, infatti, vengono disposti
in Umbria 5.700 ricoveri per patologie respiratorie e la morbilità e la mortalità per le bronco-pneumopatie croniche ostruttive sono più elevate rispetto alla media italiana, rispettivamente 6,8 ogni 10.000 (4.4 in Italia) e 7,2 per 10.000 (5,3 in Italia).
Inoltre ci sono 1
.100 pazienti in ossigenoterapia domiciliare a lungo termine ed alcune centinaia in ventilazione meccanica domiciliare.
«Dati alla mano - sottolineano gli organizzatori del congresso dell'Associazione italiana degli pneumologi ospedalieri, a Perugia venerdì e sabato prossimo -
ogni giorno almeno un paziente muore in Umbria di neoplasia polmonare, patologia strettamente correlata al fumo di sigarette».
Nel 2008 - riferisce ancora l'Aipo -
presso il reparto di pneumologia e terapia intensiva respiratoria dell'ospedale di Perugia sono stati disposti 900 ricoveri in reparto di degenza e 120 in terapia intensiva. Inoltre sono state fatte 1.800 broncoscopie, 1.200 consulenze per pazienti interni all'ospedale e 3.200 visite ambulatoriali per pazienti esterni.