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Todi Arte Festival 2009
 
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Luci e ombre di un Todi Arte Festival in cerca di maturità

A manifestazione conclusa, Antonino Ruggiano e Maurizio Costanzo hanno analizzato l'edizione 2009 e gettato i presupposti per quella ventura; resta l'incertezza sui finanziamenti pubblici; attacco del direttore artistico alla Regione Umbria che avrebbe ostacolato l'evento tuderte per motivi politici
di: Paolo Gervasi 14/09/2009 - h 13,14

Il Todi Arte Festival 2009 si è concluso domenica con la “Festa in piazza”, aperta dalla Fanfara della Polizia di Stato: a seguire è andata in scena la comicità intelligente e irresistibile di Giobbe Covatta, mentre Lillo & Greg, con la collaborazione della musica travolgente dei Blues Willis, hanno dato un saggio della loro raffinata capacità di mettere in satira l’immaginario collettivo.  Alle 19, in un Teatro Comunale purtroppo semivuoto, si è tenuto anche il concerto di Roy Gelato and The Giants, veterani del jazz internazionale che si sono misurati con il repertorio del grande entertainment statunitense.
Per i bilanci e le dichiarazioni programmatiche però l’atto conclusivo del festival è stato la conferenza stampa tenuta domenica mattina presso la sala conferenze dell’hotel Bramante.

Costanzo ha ribadito il significato ideologico del festival in termini di impegno sistematico per la difesa del teatro, e ha annunciato, come aveva fatto anche sabato sera, un documento che riassumerà le posizioni assunte e gli impegni presi nell’ambito del festival soprattutto in merito alla proposta di legge scritta dagli onorevoli Gabriella Carlucci ed Emilia De Biasi.
Prima di tracciare un bilancio dell’edizione appena conclusa, Ruggiano e Costanzo hanno voluto annunciare la conferma del loro sodalizio per il prossimo anno, anticipando le novità che verranno introdotte nell’edizione 2010 del festival, previsto per il periodo che va da domenica 29 agosto fino a mercoledì 8 settembre.

Il festival quindi, che sarà ancora impegnato sul fronte della resistenza teatrale
, comincerà prima per evitare la concomitanza con altri importanti eventi del panorama culturale italiano, e sarà più lungo di alcuni giorni. Costanzo auspica di poter chiudere il cartellone entro dicembre, per avere tempo di agire sugli sponsor e di innescare la giusta pressione per ottenere il sospirato contributo ministeriale. Altra importante novità sarà il decentramento del festival, che dovrebbe diventare itinerante, e muoversi alla scoperta del territorio tuderte attraverso un coinvolgimento importante delle frazioni.
Costanzo ha voluto anche il prolungamento della collaborazione con l’associazione “Voglia di teatro”,
che riunisce alcuni imprenditori teatrali privati e che sarà impegnata in prima linea per l’organizzazione del prossimo festival. Proprio in chiusura della conferenza stampa Costanzo annuncia che “Voglia di teatro” si impegna per il prossimo anno a organizzare a Todi, nell’ambito del festival, un evento internazionale.

Il bilancio festivaliero tracciato dal sindaco Ruggiano è positivo ed entusiastico. Il primo cittadino ci tiene a sottolineare il coinvolgimento di realtà e associazioni tuderti, a cominciare dalla Artodi diretta da Mario Ghinassi, e dalla cooperativa Eclis.
Il festival, ricorda Ruggiano, non è soltanto un’occasione di crescita culturale, ma è anche un motore economico e turistico per la città. In questo senso Ruggiano valuta positivamente le ricadute turistiche, tracciando uno scenario di alberghi pieni e di super-lavoro per le strutture ricettive, nell’ambito di quella che secondo il sindaco per Todi è stata una delle stagioni estive più affollate degli ultimi anni.


Ogni anno, ironizza il sindaco, si rinnova la lotta conto chi vorrebbe sostituire a una manifestazione di alto profilo culturale la sagra della trippa. A cui quest’anno si è aggiunta anche la lotta contro chi lo rimprovera, lui sindaco di centrodestra, di aver ospitato un festival della resistenza, seppure teatrale.
Per quanto riguarda l’edizione 2010 Ruggiano si aspetta che, dopo due anni di assestamento, il Todi Arte Festival raggiunga la maturità del definitivo rilancio, e della consacrazione di questa direzione artistica. Particolarmente sentita dal sindaco è anche la decisione di fissare la chiusura del festival per l’8 settembre, allo scopo di abbinare alle celebrazioni della festa della Consolazione la festa finale della kermesse,
superando anche ogni possibile contrapposizione tra due diverse tipologie di “pubblico”.

Costanzo ha ringraziato sia le strutture tuderti che hanno lavorato alla realizzazione del festival, sia i suoi collaboratori romani: ma è certo che tra le due anime della macchina organizzativa l’affinità e la coordinazione vadano ancora messe a punto. Il direttore artistico riserva anche un ringraziamento particolare alla stampa, così come aveva fatto anche Ruggiano. E alla stampa Costanzo affida anche una parte della sua battaglia, ribadendo il compito dei giornalisti di scavare spazi per il teatro e per la cultura in genere all’interno dei giornali sempre più distratti e indifferenti.

Annunciando la sua partenza, Costanzo accenna anche ai molti impegni che gli impediscono di passare molto tempo in città, nonostante Todi col suo fascino tenda a trattenerlo più di quanto non gli sia accaduto in altre città, in occasione di altre direzioni artistiche. E la presenza del direttore artistico sul territorio, e il radicamento suo e del suo staff nella vita della città è stato anche uno dei problemi sollevati dalle domande e dalle osservazioni dei giornalisti presenti.
E’ innegabile infatti che alcuni degli errori più evidenti commessi nella gestione del festival siano dovuti proprio a una conoscenza approssimativa del territorio, dei suoi abitanti, delle sue inclinazioni culturali e comportamentali.
L’argomento tuttavia offre a Costanzo l’occasione per affondare un duro attacco contro Simona Marchini: nonostante la sua presenza prolungata in città, ha detto Costanzo, il festival della Marchini faceva registrare pessimi risultati. Sono emissari marchiniani e agenti segreti dell’amministrazione regionale quelli che diffondono il disfattismo a proposito del festival: del resto, ricorda Costanzo invitando i giornalisti a riportare questa sua dichiarazione, la
regione Umbria ha tentato in tutti i modi di ostacolare il suo festival per creare problemi all’amministrazione Ruggiano, politicamente invisa. 

Le domande dei giornalisti hanno interessato altre disfunzioni come alcune sovrapposizioni di orario e in generale problemi di organizzazione, di logistica, di comunicazione: dall’imperdonabile errore del buffet durante l’intervallo dello spettacolo di Albertazzi fino al teatro vuoto che ha accolto Roy Gelato, ultimo esempio di una serie di errori nella gestione degli spazi che devono rappresentare per gli organizzatori uno dei principali punti di riflessione del dopo-festival.
Interrogato a proposito del ritardo nella definizione e diffusione del programma, Costanzo si è giustificato ricordando che lui e Ruggiano sono stati costretti a programmare il festival nell’incertezza di poter disporre dei fondi necessari: un problema che si è risolto, e non definitivamente, solo negli ultimi giorni di agosto.
Quello dei contributi ministeriali è un enigma: sull’entità della cifra Ruggiano e Costanzo glissano, mentre si sa per certo che il contributo per il festival che si è concluso ieri deve ancora essere erogato:
una commissione ministeriale deciderà il 30 settembre a chi e in che misura saranno destinati i fondi.

Al di là dei fondi, tuttavia, i problemi complessivi della macchina organizzativa non possono essere sottovalutati. La presenza di Costanzo a Todi si basa su un patto implicito: la città accetta il modello-Costanzo in cambio di una grande visibilità e di un’efficienza organizzativa impeccabile. Ma il “patto” si rompe se il festival rivela problemi organizzativi e in particolare problemi di comunicazione. Dal punto di vista dell’impatto mediatico ci si aspetterebbe di non dover rimproverare nulla a Costanzo: e in questo caso invece purtroppo non è stato così.   
In chiusura è stato annunciato il dato delle presenze: ottomila i tagliandi staccati, corretto in novemila poi la sera stessa dal palco della festa in piazza. 

Costanzo ha respinto infine le domande sul problema di dare alla resistenza teatrale contenuti non soltanto conservativi: a chi faceva notare che la sopravvivenza del teatro deve passare soprattutto per un rinnovamento tanto dei linguaggi quanto dei sistemi di gestione, il direttore ha risposto rivendicando il valore del tutto anti-conservativo delle performance di Albertazzi e di Franca Valeri.
Tuttavia resta forte l’impressione che la sopravvivenza del teatro sia stata affidata nell’ambito del festival più a un discorso teorico-politico che non all’evidenza dei contenuti, delle idee, alla forza di una rappresentazione conflittuale di quella stessa società che non vuole più vedersi rappresentata attraverso il teatro.  
Commenti:
Commenti:
Da: Partito Democratico di Todi [] 17/09/2009 00.00
Con la chiusura del Todi Arte Festival si spengono le luce sull’estate tuderte 2009. Un’estate vuota e deludente, con la quale l’amministrazione Ruggiano preferisce non fare i conti, spostando il tiro su cosa si farà per l’estate 2010. Già lo scorso anno, a chiusura del primo festival diretto da Maurizio Costanzo, evitando le stringenti domande sull’impiego dei molti soldi a disposizione (compresi i 400 mila euro del Ministero), il centrodestra preferì parlare d’altro, promettendo per l’edizione 2009 cose che non si sono poi riscontrate nei fatti. Si annunciò un festival sul tema “Tra sogno e realtà” e ci siamo ritrovati, invece, un festival “di resistenza”, ben lontano dal sogno, inchiodato dalla realtà. Si fecero propositi sull’anticipazione del programma in primavera ed, invece, quest’anno il programma è giunto ancor più tardi che in passato. Si promise una delocalizzazione del festival a vantaggio del territorio e nulla di tutto ciò è accaduto. Si annunciarono spettacoli rimasti irrealizzati, mai rappresentati. Se Ruggiano ed i suoi fanno finta di nulla, noi crediamo, invece, sia giusto rimanere all’oggi ed affrontare le questioni aperte che l’estate appena trascorsa ci ha consegnato. Sarà bene premettere che quella appena trascorsa è la terza estate delle cinque previste per l’amministrazione Ruggiano: nessuno ne vuol parlare nel centrodestra tuderte, ma il tempo è passato ed il momento dei bilanci si avvicina. Qualcuno è ancora con la testa alla campagna elettorale del 2007, ma, per quel che riguarda le estati da programmare, sono più quelle passate, che quelle di fronte. La premessa serve a dire che, rispetto al passato, non si registrano apprezzabili miglioramenti. Anzi, sembrano evidenti alcuni segnali di indebolimento nella programmazione delle attività estive e poco tempo rimane a Ruggiano per invertire la rotta. L’icona di questa ultima estate tuderte è senza dubbio quel palco sulla piazza principale della città lasciato vuoto per venti giorni d’agosto. Un palco vuoto come non mai, che ha suscitato e suscita domande: perché l’amministrazione comunale ha scelto di annullare, quest’anno, manifestazioni che portavano in città eventi culturali ed artistici in grado di ravvivare la quotidianità estiva e di fare da supporto alle attività più strutturate, prima fra tutte il festival? Perché interrompere l’esperienza del Prima e dopo Festival, di Todi Notte, del Tuderock? Perché non trovare il modo per dare spazio alle tante compagnie teatrali presenti in città? Perché – insomma – puntare tutto su un festival tardivo ed incerto, lasciando passare l’estate in silenzio? Perché tanta attesa per un festival così? Un programma molto debole, senza un tema prevalente (necessario per un festival), con alcuni – pochi per la verità – sprazzi di teatro, ma fatto, per lo più, di spettacoli improvvisati, più simili a puntate televisive di un talk-show che a momenti intensi di teatro. Il tutto dentro ad alcuni errori strutturali: la scelta di fare il festival a settembre inoltrato, il programma definito a 15 giorni dall’inizio della manifestazione, la totale assenza di promozione, gli spettacoli all’aperto (si pensi alla serata inaugurale) senza soluzioni alternative in caso di maltempo, le cene ed i buffet inelegantemente sovrapposti e frapposti agli spettacoli, la serata conclusiva sottotono e timida, ennesimo collage con il sapore di “rimedio”.
Da: Partito Democratico di Todi [] 17/09/2009 00.00
È inutile negarlo, non serve far finta di nulla: questo festival ha suscitato come non mai riflessioni che non possono essere più taciute: la formula del festival, così come concepita molti anni fa, è ancora attuale? È questo il primo festival “di resistenza” ospitato a Todi o forse lo erano già le edizioni precedenti in cui scarseggiavano i mezzi economici (tranne quella del 2008, con i 400 mila euro stanziati dal governo di centrosinistra)? Quale la funzione di un festival come questo? Serve a Todi un festival “di resistenza” (seppur condivisibile, visti i tagli del governo Berlusconi al fondo per lo spettacolo)? Si raggiungono, sia sul piano artistico-culturale che sul piano turistico-ricettivo, risultati apprezzabili? Quale riscontro sui media nazionali? Le risorse, ingenti, che Comune, Regione, Provincia e privati destinano ogni anno a Todi per questa manifestazione potrebbero essere spese più utilmente in altro modo? È meglio, per esempio, un periodo intenso di attività sul finir dell’estate, come è oggi il festival, o immaginare qualcosa che dissemini sui tre mesi estivi iniziative di richiamo capaci di portare a Todi molte presenze, come ha dimostrato la lodevole iniziativa del luglio scorso con il concerto dei Jethro Tull? Brutalmente: meglio 5 eventi forti e di richiamo distribuiti tra la fine di giugno ed agosto o una settimana di festival a settembre? E poi, ancora, guardando i numeri sulle presenze del festival, sempre ufficiosi, mai ufficiali (a proposito, attendiamo ancora risposte sull’edizione dello scorso anno!): quanti di questi migliaia di spettatori sono tuderti? Quanti pagano, quanti entrano gratuitamente, grazie anche ai tanti inviti e biglietti distribuiti dall’amministrazione comunale? E dei turisti, quanti giungono a Todi per il festival e non si trovano già qui per altro? Quante sono realmente le presenze in strutture ricettive da attribuire al festival? Lo scorso anno si registrarono, nel periodo del festival, molte presenze in meno rispetto all’anno precedente e nessuno rispose al Partito Democratico che chiedeva ragione dei numeri. Il festival appena concluso, insomma, ha convinto gli amministratori di Todi, molto meno la città e abbiamo la sensazione sia piaciuto molto più agli organizzatori che agli spettatori. Su questo e su molto altro si dovrebbe avviare nelle sedi opportune una seria discussione, prima di prendere decisioni per il futuro, coinvolgendo la città e gli operatori economici, che chiedono giustamente maggiore ascolto e collaborazione. Il centrodestra non può continuare ad evitare il confronto, come già fatto in passato. La discussione su questi temi non è più rinviabile e questo è il tempo migliore per farla, in attesa che arrivi la quarta delle cinque estati dell’era Ruggiano, quella del 2010.
Da: Mario Ciani - ass Comune Todi [] 16/09/2009 00.00
Prendo spunto dall'intervento del sig. Riccardo per parlare di ricaduta economica del Festival. Non dimentichiamoci che il Festival è alla seconda edizione ed è partito praticamente da zero. Oltre a ciò difficoltà di vario genere, quelle economiche comprese, mentre per la città il costo sostenuto dal Comune è sostanzialmente lo stesso di altre edizioni andate semideserte. Il mio ruolo in giunta vorrebbe proprio che all'occasione culturale si aggiunga una opportunità economica. Già quest'anno si hanno avuto segnali positivi dalle presenze registrate nelle strutture turistiche. Sappiamo però bene che si può fare di meglio e, nelle intenzioni dell'Amministrazione e nelle parole di Costanzo, è già emersa questa voglia di crescita. Innanzitutto già da quest'anno l'organizzazione è andata ad una associazione tuderte e la gestione ad una cooperativa tuderte, vogliamo insomma che il festival diventi una cosa della città e dei tuderti, fortemente radicata, voluta, attesa e partecipata. Queste potranno collaborare alla preparazione delle prossime edizioni evitandoci di arrivare un pò in ritardo come purtroppo è successo anche quest'anno. Così facendo le attività economiche potranno anche proporre ed elaborare la loro proposta di vivere il festival. Quello a cui dovremmo giungere è che la città possa diventare una città festivaliera a 360 gradi. Dove il Comune farà la sua parte ma non dovrà e non potrà lavorare da solo. Proprio oggi leggevo l'intervento del Presidente Prosperi della Associazione Commercianti che propone un lavoro di squadra, un lavoro a cui questa amministrazione non si è mai sottratta. Ci auguriamo quindi che da subito ci sia la volontà di associazioni ed operatori economici per lavorare al Festival di settembre ma soprattutto ad un anno di eventi ben organizzati ed amalgamati. Vogliamo fortemente che il Festival diventi anche una realtà per le nostre frazioni troppo spesso dimenticate. Abbiamo un patrimonio inutilizzato di bellezze paesaggistiche ed artistiche che va messo in vetrina; da qui potrebbe uscire una ricchezza per valorizzarle ancora di più. Lavorare di anticipo consentirà anche la dovuta presenza nella promozione sui mass-media per tutte le attività messe in piedi a Todi. Voglio ricordare che è un ritorno economico anche consentire all'economia tuderte di mettersi in mostra, come è successo sabato 12 settembre quando i produttori del Grechetto hanno organizzato sotto i portici comunali una vetrina della loro attività all'interno del programma del festival. Anche questo ci auguriamo possa crescere a livello esponenziale. Di una cosa posso rassicurare chi legge. Vogliamo un Festival valido dal punto di vista culturale ma che non sia fine a se stesso, e se abbiamo toccato le 8.000 presenze credo sia inequivocabile che in prevalenza siano stati dei "non tuderti". In chiusura ringrazio Tam Tam ed i lettori intervenuti per avere consentito questo dibattito. Mario Ciani
Da: massimo [] 16/09/2009 00.00
Perchè sul festival in tutti questi anni non è stato mai organizzato un dibattito pubblico, un momento di partecipazione vero? Non intendo nella contigenza del festival, perchè sarebbe difficile sfuggire prima alle critiche sul programma ecc e dopo a quelle sui dati delle presenze o della ricaduta... Una riflessione sul festival in se in tutti questi anni, senza cadere nella solita polemica e divisione tra amministrazioni e direzioni artistiche. Un dibattito serio, con uno studio, un'indagine vera, come se ne sono lette su giornali in riferimento ad altri eventi che si svolgono in altre città dell'Umbria. Possibile che la vostra città non ce la faccia mai a guardare e analizzare le cose con un po' di distacco e prospettiva? Possibile che il festival debba fare rumore o per i nudi di Spada o per delle battute di Covatta? Ma che senso ha?
Da: tudertinus [] 16/09/2009 00.00
Tanto a Todi non va mai bene gnente! c'è un cantante di moda... non è Cultura! porti vecchie glorie musicali... è roba vecchia che non vale niente! c'è uno spettacolo di alta Cultura... c'è troppa poca gente! fai gli spettacoli al chiuso... era meglio falli in piazza! li fai in piazza... non si deve occupare la piazza! apri il traffico... deve sta chiuso! chiudi il traffico... deve sta aperto!
Da: mike2 [] 16/09/2009 00.00
io bono che ride su "lettere e interventi" la storia del quiz di Mike Bongiorno sul traffico a Todi!!! se ne potrebbe fare uno anche sul festival! Allegria!
Da: Mario Epifani [] 16/09/2009 00.00
A seguito dell’articolo apparso sulla stampa locale, voglio rimarcare talune osservazioni sulla vicenda. Chiaro è che il mio comunicato non è stato interamente pubblicato e certi sviluppi ed approfondimenti mi portano dunque a fare considerazioni che avrebbero dovuto sollecitare la preoccupazione di altri e non la mia in particolare. L’edizione di quest’anno di Todi Arte Festival, di là di una buona partecipazione di gente e la programmazione di alcuni spettacoli con piena sufficienza, se qualcuno non se ne fosse accorto, aveva una linea politica ben precisa e studiata: un attacco al governo che, tagliando le “sovvenzioni”, impedirebbe la sopravvivenza del teatro. A confutare tale tesi c’è stato l’intervento della signora Stoppa, che di teatro se ne intende, che ha detto chiaramente che la crisi non investe il Teatro ma il sistema con i suoi squallidi personaggi. Certo sinustrume, abituato a sperperare denaro pubblico con compagnie teatrali indegne di tale dicitura e registi che si divertivano a girare film insulsi, si è trovato spiazzato quando ha visto diminuire il flusso di denaro che solitamente arrivava nelle loro tasche. La prova è stata lo spettacolo di Giorgio Albertazzi che si è prestato ad avvalorare la teoria della “resistenza” di Costanzo con i suoi monologhi. Anche lui che fine! Un'altra prova è stata il contenuto dell’intervista rilasciata da Covatta, prima che salisse sul palco per affondare, con la sua comicità a senso unico, un attacco vergognoso, scurrile, aggressivo ed offensivo oltre ogni misura. Nell’articolo in questione sembra che io pretenda le scuse di Costanzo, ma non è così. Non ci tengo proprio alle sue scuse e non gliele chiedo. L’offeso non sono stato tanto io bensì: il Presidente del Consiglio Berlusconi, i Ministri del governo, il popolo di Centrodestra di Todi e quindi tutta l’Amministrazione, partendo da me, semplice consigliere comunale, per arrivare al Sindaco della Città. Allora mi chiedo: “sono io che sfarfallo e vedo fantasmi inesistenti o è qualcun altro che finge di non essere stato toccato dalle ingiurie lanciategli il 13 sera da quel palco?” Nessuno, dico nessuno, del Centrodestra tuderte e nemmeno l’on. Benedetti Valentini, che si è beccato in piena faccia i secchi di m…… che Covatta gli ha lanciato (era in prima fila), si sente in diritto di pretendere delle scuse? Mario Epifani – Fiamma Tuderte
Da: augusto [] 16/09/2009 00.00
Ma perchè non diciamo allora che anche gli amministratori non sono altro che la giusta espressione dei todini??! Di destra o di sinistra sono sempre succubi dei direttori aristici!!! c'è evidentemente un complesso di inferiorità, siccome sono famosi, acculturati, vengono da roma, eccetera, qualsiasi cosa dicono o fanno va bene! Falla fare a uno "de Todi" la stessa cosa je tocca scappa via dagli insulti, poraccio! E' come nel film "Totò a Capri", che siccome lo credevano il maraja, lo adulavano anche se je sputava in faccia!
Da: riccardo [] 15/09/2009 00.00
Della ricaduta economica sulla città delle manifestazioni quando ne parliamo? a partire dal festival ovviamente. Sento sempre parlare di pochi finanziamenti per fare il festival ma comunque parliamo sempre di qualche centinaia di migliaia di euro, tra soldi pubblici e privati. Si dice di cifre vicine al mezzo milione di euro... bisognerà capire cosa portano questi soldi? pubblicità gratuita alla città, alberghi e ristoranti più affollati, commercianti più contenti? non mi si venga a dire la solita manfrina della cultura perchè alla fine senno chiedo il conto di quanti tuderti sono andati agli spettacoli! se sono 30-40-50 facciamo un pulman e gli paghiamo la trasferta in qualche teatro di roma o firenze. Da due anni, per esempio, il festival è tornato a settembre: perchè non si fa uno studio serio tra le presenze di turisti nello stesso periodo negli anni precedenti e in questo ultimo biennio? Stessa valutazione si poteva fare e si potrebbe fare per il luglio della Marchini!
Da: roberto [] 15/09/2009 00.00
vorrei dire al sig Gervasi che probabilmente il concerto delle 19 di domenica lo è andato a vedere al teatro delle "Lucrezie" altrimenti non si spiega per quale motivo lo abbia trovato semideserto....invece al comunale, dove ero io , la platea era quasi completa,come il primo ordine dei palchi....vorrei inoltre far presente al sig Gervasi che almeno il nome di Gelato lo scriva correttamente...infatti si chiama Ray...e non Roy......comunque.... spettacolo bellissimo !!!!! E' per correttezza di cronaca che faccio questo intervento ...anche perchè se ha usato lo stesso metodo per gli altri avvenimenti...allora è meglio che lascia perdere... Lo spettacolo di Covatta è stato invece una delle cose più ignobili che si siano mai viste in questo festival......per venti minuti di fila non ha fatto altro che insultare la parte politica a lui contraria senza il minimo rispetto per chi era presente e non la pensa come lui.......ho visto molte persone alzarsi e andarsene !!!!!
Da: Francesco [] 14/09/2009 00.00
Senza voler entrare nel merito del livello culturale mi sembra che il problema più grave sia quello della mancata promozione e pubblicazione del festival, con il programma che è stato divulgato a pochi giorni dall'inizio della manifestazione, senza uno straccio di manifesto in giro per le città dell'Umbria, neppure a Perugia. Da quello che ho visto sfogliando i giornali, poi, anche l'attenzione degli organi di informazione è stata davvero scarsa. Non parlo di tamtam, del corriere e dei quotidiani regionali ma della stampa nazionale, quella che dà visibilità ad un evento che vuole definirsi tale. Sicuramente c'è molto da rivedere e da correggere, senza per questo dover parlare di cambi o di soppressioni.
Da: gigino [] 14/09/2009 00.00
Non sapendo scrivere con la stessa capacità riporto una nota uscita su "Città Viva"... "Nel fascicolo "Umbria Regione", diffuso a giugno inoltrato, del Todi Arte Festival figura solo una generica presentazione, più che altro un preambolo (...), una cosa che più vaga non potrebbe essere. Tutto ciò accanto a Spoleto, Gubbio, Città di Castello, Foligno, Perugia, Assisi, e poi Panicale, Trasimeno, Bevagna, le cui manifestazioni sono descritte con precisione, con date, ora d'inizio, esecutori e programma". Costanzo non può, "in un fascicolo divulgato in tutta la regione, licenziare il 'tuo' festival, dicendo che stai ancora 'lavorando alla definizione del cartellone' e così farlo circolare per tutta l'estate, tra le mani dei tanti che lo avranno sfogliando ed avranno realizzato che a Todi, contrariamente alle altre città, invece di un programma c'è il fumo!. Il tutto mi sembra spieghi tante cose, a meno che non ci venga magari detto che si è trattato di un boicottaggio della Lorenzetti!!
Da: maurizio [] 14/09/2009 00.00
si critichi pure ma non facciamo come sempre si a Todi di fare i paragoni col passato... era meglio prima la Marchini, quando c'era la Marchini era meglio Spada, quando c'era Spada era meglio Siciliano e così via fino alla storia della tovaglia e dell'aquila! Ogni cosa al tempo suo, quindi bene punzecchiare la gestione attuale ma senza il solito spirito di retroguardia. Di sicuro io mi aspettavo da Costanzo una visibilità televisiva nazionale che invece non s'è vista neppure quest'anno. Via, con tutti i contatti e i rapporti che c'ha figuriamoci che gli ci vorrebbe a far fare qualche comparsata sul festival di todi. La domanda allora è: perchè questo non succede?
Da: Mario Epifani [] 13/09/2009 00.00
A chiusura del Todi Arte Festival, Covatta, comunista ed antiberlusconiano ad oltranza, si è permesso di dire le nefandezze più orrende nei riguardi del Presidente del Consiglio Berlusconi e di vari ministri del Governo. Poi parlano di democrazia a rischio e della libertà di informazione in pericolo. Un’amministrazione di Sinistra avrebbe permesso una cosa simile ad un comico di Destra? Non credo proprio. L'assurdo è che c'era gente di Centrodestra che applaudiva quel vulcano di volgarità, mentre lui li insultava. In fin dei conti, personalmente, non può fregarmene di meno delle secchiate di cacca che Covatta ha buttato in faccia a Berlusconi ed ai ministri: Brunetta, Carfagna,Tremaglia, La Russa ed altri. Questo non è il mio governo e questi signori non sono i miei ministri, ma il Popolo della Libertà di Todi non si è inteso offeso e non dovrebbe pretendere delle scuse da parte di Costanzo che, indelicatamente se n’è fregato di ogni rispetto all’altrui sensibilità politica, regalando loro ed all’elettorato di Centrodestra di Todi questa mascalzonata?
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