martedì 17 gennaio 2017

Lettere e Interventi

In questi giorni sono stati modificati dal Governo, rispetto al 2001, i LEA Livelli Essenziali di Assistenza che andranno ad incidere, in modo significativo, sull'organizzazione del sistema sanitario con un diverso "nomenclatore" che modifica le "prestazioni sanitarie" offerte. I nuovi LEA daranno accesso ad "ulteriori prestazioni sanitarie" che potrebbero modificare la spesa sanitaria della Regione Umbria e, conseguentemente, anche il livello dei ticket sanitari per i cittadini fruitori dei servizi. Con l'interrogazione "propositiva" (in itinere di presentazione in Consiglio Regionale) si domanda, alla Giunta Regionale, quali saranno gli "impatti", sul sistema sanitario regionale, dei nuovi LEA Livelli Essenziali di Assistenza in termini di organizzazione, "prestazioni sanitarie", livello dei ticket e, più in generale, sul prossimo PSR Piano Sanitario Regionale.

In un momento come quello attuale, dove ci sono famiglie umbre in piena crisi economica, la principale preoccupazione del Governo e del presidente Anci Umbria, nonché sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, sembra quella di trovare una sistemazione per gli immigrati che, sempre più spesso e sempre più numerosi, vengono condotti in Umbria. Nella nostra regione ci sono cittadini ridotti a dormire nelle auto perché non hanno un posto dove andare, ci sono giovani senza lavoro, famiglie che si rivolgono alla Caritas per un pasto caldo o dei vestiti. E come se non bastasse, per colpa delle politiche Pd, non riusciamo a far fronte alle necessità degli sfollati del terremoto che in questi giorni stanno facendo i conti con il freddo e la neve. Reputiamo vergognoso stabilire “premi” ai Comuni che ospitano immigrati e “sanzioni” per quelli che non lo fanno (ma che dovranno adeguarsi comunque, come ricordato dallo stesso De Rebotti qualche giorno fa alla stampa), quando sono le famiglie umbre ad aver bisogno di ospitalità e attenzione da parte delle istituzioni. Tuttavia, non c’è nessun premio, nessuna sanzione per i Comuni quando si tratta di incentivare aiuti ai cittadini umbri in difficoltà. A quanto ci risulta, tra...

Vista l'incapacità di fornire nell'immediato i moduli abitativi di emergenza sufficienti, la scelta di sorteggiare le 20 "casette" disponibili in una sorta di lotteria della disperazione, rappresenta l'ultima umiliante beffa sulla pelle delle famiglie colpite dal terremoto. Per questo oggi abbiamo voluto sollevare la questione anche a livello parlamentare. Tutti ricordiamo le promesse fatte dall'Ex Premier Renzi nel corso della campagna elettorale per il Referendum, ma la realtà è ben diversa e certifica la gestione fallimentare dell'emergenza da parte del Governo, dei vertici della Protezione Civile e del Commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani. Di fronte a questo, invece che prendere atto della situazione e fare una seria autocritica, si è preferito l'ennesima “spettacolarizzazione” e strumentalizzazione della vicenda, con tanto di messa in onda del sorteggio. Amministrare significa, prima di tutto, assumersi la responsabilità delle scelte (anche di quelle impopolari). Non entriamo nel merito dei criteri che sarebbe stato possibile adottare per l'assegnazione: dai tempi di presentazione della domanda alla presenza di minori e/o anziani all'interno dei nuclei familiari. Qualsiasi criterio sarebbe stato migliore di questa vera e propria “abdicazione” dal proprio ruolo. In questi mesi di costante presenza sul territorio, abbiamo toccato con mano il senso di...

“Poletti, noi non fuggiamo: noi combattiamo”, questo il testo degli striscioni affissi, insieme a manifesti, dai militanti del Blocco Studentesco in tutta l’Umbria contro il neo-ministro del lavoro e le assurde dichiarazioni sui giovani. Con l’inizio del nuovo anno abbiamo voluto ricordare a tutti gli studenti umbri le dichiarazioni del ministro del lavoro Giuliano Poletti sui giovani che emigrano all'estero, secondo il quale alla fine è un bene «non averli più tra i piedi». Sappiamo quanto sia difficile per noi giovani l’inserimento nel mondo del lavoro, nonostante titoli, lauree e meriti e, se da una parte le parole del neo-ministro possano far male, dall’altra ci invitano ad una forte presa di coscienza: non siamo le pedine di politicanti o di tecnici come Poletti e Gentiloni, ma il futuro di questa Nazione. La soluzione quindi non è emigrare, fuggire lontano da un’Italia che sembra non più amare i propri figli, se non a colpi di tagli e di voucher. Il messaggio che noi giovani vogliamo lanciare a questo Governo è forte e chiaro: ci sono alcuni giovani che non si arrendono, ma che anzi scelgono di combattere per riprendersi tutto, dalle piazze alle scuole, al futuro”.

Le province sono ancora vive, come e più di prima. Con i loro vertici, eletti solo dai sindaci e dai consiglieri comunali anziché dal popolo, ma sempre seduti a gestire nomine, competenze e servizi. Domenica 8 Gennaio, nel silenzio più assoluto è andata in scena l’ultima ulteriore farsa alla quale il centro sinistra nazionale e locale ci hanno oramai abituato: le elezioni Provinciali ! Nonostante la tanto declamata “abolizione” Domenica scorsa, dalle ore 08.00 alle ore 20.00, era aperto un seggio per ognuna delle due province umbre dove ad essere ammessi al voto sono stati i soli consiglieri comunali che, alla faccia del popolo sovrano, hanno eletto gli organi POLITICI delle province di Perugia e Terni. Anche in Umbria, così come nel resto d’Italia, si è dato vita all’ennesimo scandalo della corsa alla poltrona. E così, abbiamo dovuto assistere al triste spettacolo di una serie infinita di “politici” che hanno continuato a definirle “… baracconi, enti inutili, covi di fannulloni …”, ma poi, al momento del dunque, gli stessi identici personaggi hanno fatto a gara per poter essere eletti, in cerca di visibilità e di rimborsi spese. La sola differenza con il passato è stata che il Presidente ed il...

Proprio un anno fa, il 7 gennaio 2016, il Todi Calcio si presentò al Sindaco, alle istituzioni locali ed alla cittadinanza con un manifesto titolato “CITTA’ DI TODI: E’ NATO UN NUOVO PROGETTO PER IL TODI CALCIO. Campagna adesioni a partecipazione diffusa”. La retrocessione del campionato scorso non ha rallentato l’attuazione del progetto, anzi è stato di stimolo, tanto che il programma di attuazione è stato avviato con una società liberata da ogni onere pregresso, grazie ad una nota e storica famiglia di imprenditori. Con entusiasmo si è ripartiti con il motto “Un passo indietro (retrocessone) necessario per la rincorsa verso traguardi più ambiziosi (Eccellenza prima, serie D poi). Alla vigilia dell’assemblea per il rinnovo delle cariche sociali ( presidente e consiglio) ad oggi i risultati parziali del progetto sono: la società è passata da 5 a 24 soci e sono state avviate con successo una campagna per “abbonati benefattori”. Oltre alle tradizionali sponsorizzazioni ed erogazioni liberali nel progetto è compresa una campagna pubblicitaria attraverso un opuscolo dove aziende ed istituzioni possono sponsorizzarsi secondo le proprie possibilità. Le nuove fonti di finanziamento dovrebbero coprire almeno il 70% del budget. Il secondo punto qualificante del progetto è una più ampia valorizzazione dei giovani...

Il post autocelebrativo pubblicato su Facebook dall'assessore Valentini riguardo l'emergenza gelo e neve è la dimostrazione di quanto la giunta comunale di Todi sia arrivata al capolinea. I suoi membri ormai risultano scollati dalla realtà (che invece è ben chiara ai cittadini), realtà che cercano di mistificare visto che siamo a ridosso delle elezioni. Purtroppo la situazione è stata ben diversa e l'ho potuto constatare di persona essendo residente a Pesciano, una delle frazioni abbandonate. Da martedì scrivo al signor "sindaco" di intervenire presso le frazioni perché il gelo ha creato parecchi problemi e messo a repentaglio la sicurezza dei cittadini, ma non ho ancora avuto nessun a risposta. Fossi al posto dell'assessore, cancellerei il post, almeno per non continuare a fare brutte figure o peggio ricevere insulti visto che dai commenti e dalle foto allegate pervenute è stata lui palesato quanto sopra . Sarebbe stato molto meglio fare le dovute scuse alla popolazione per non essere riusciti a svolgere bene il proprio dovere, le bugie hanno le gambe corte, lo constaterete dal referto delle prossime comunali.

Dal primo gennaio 2017 il Corpo forestale dello Stato non esiste più. Circa settemila forestali passano così all'Arma dei Carabinieri. Per questa misura che cancella di fatto un patrimonio di competenze frutto di una storia secolare dobbiamo "ringraziare" la famigerata riforma Madia e, ovviamente, Renzi. Noi continuiamo a pensare che con questo atto di pura propaganda si sia messa a rischio pesantemente la tutela del nostro ambiente, del paesaggio e del patrimonio agro-forestale. Pensiamo a questo: nel solo 2013 il Corpo Forestale dello Stato ha accertato più di 10.200 reati ambientali avvenuti nel nostro paese. Ed ora che succederà? E' legittimo ritenere che l'accorpamento del Cfs rischi di significare un forte arretramento nel contrasto ai crimini contro il patrimonio naturale e paesaggistico, dagli abusi al dissesto idrogeologico, dallo smaltimento illegale di rifiuti ai reati contro gli ecosistemi naturali e le specie protette. Siamo insomma di fronte ad una misura sconsiderata che creerà inevitabilmente problemi organizzativi enormi e i cui responsabili sono gli stessi del disastro delle Province e della sconfitta al referendum: Renzi e il Partito Democratico.

Ancora una volta ci troviamo a dover denunciare le mancanze di un'amministrazione che ha abbandonato i propri cittadini e le proprie frazioni; ieri mattina infatti ci sono giunte segnalazioni riguardo le condizioni del manto stradale da diversi cittadini (Piazza e zona Cappuccini) e da alcuni residenti in varie frazioni del Tuderte. Le nevicate e il forte freddo nella notte dell'Epifania hanno reso impraticabili molte strade ricoperte di neve e di lastre di ghiaccio pericolose, da Camerata a Casemasce passando per Pontecuti fino alla Todi stessa, Collevalenza e cosi via. Ciò che fa sgomento e crea sdegno è la totale assenza e mancanza di intervento da parte dell'amministrazione. Sarebbe bastato far fare agli addetti del comune un semplice giro per spargere sale ma nemmeno ciò è avvenuto. Va invece un plauso alla protezione civile "La Rosa dell'Umbria" che a differenza di comune e provincia si è messa subito in moto con i suoi volontari intervenendo in moltissime situazioni dove la strada era impercorribile. I cittadini sono stanchi di un'amministrazione che tutto fa meno che gli interessi della città e dei suoi abitanti, questa è l'ennesima mancanza di un'amministrazione fallimentare che va mandata a casa.

Il motivo della richiesta delle dimissioni del Presidente e dell’azzeramento dei dirigenti ai vertici dell’azienda, da parte dell’associazione ambientalista, è ben argomentato con dati inoppugnabili e sotto gli occhi di tutti. A partire dal 2012, esiste un obbligo di legge che fissa al 65% la percentuale MINIMA di raccolta differenziata, ciò al fine di superare la discarica come meta finale dei rifiuti, abbattendo così i costi a carico dei cittadini obbligando i gestori dei rifiuti, a raggiungere questo obbiettivo minimo, pena l’aumento della tariffa da far gravare sulle tasche dei contribuenti. Bene, ….anzi malissimo, Vus Spa, che oltre a Foligno gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti anche nei 22 Comuni limitrofi, non ha mai raggiunto la quota minima di raccolta differenziata a partire dal 2012 e arrancando faticosamente, con anni di ritardo comunque non riesce a superare le percentuali minime fissate dalla Legge come obbligo. Ma attenzione con le parole, perché con esse si tenta di mascherare una realtà ben più cruda e pesante (e onerosa), una realtà drammatica oggetto attualmente di indagini, di arresti, di interdittive antimafia, di reati che vanno dalla truffa all’associazione a delinquere, attorno all’opaca gestione dei rifiuti come nel caso GESENU. La...