Due marscianesi al Social forum di Nairobi
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Un altro mondo è possibile? Per gli 80 mila che da ogni angolo della terra sono accorsi a Nairobi la risposta è sì. Ma per tanti altri il mondo può restare com’è, con un miliardo di esseri umani costretti a sopravvivere con un dollaro al giorno.
Il Forum sociale mondiale è nato nel 2001 a Porto Alegre. Proprio lì la società civile ha deciso di impegnarsi per promuovere la globalizzazione della giustizia, dei diritti umani, della solidarietà e della democrazia. E non solo quella della Coca Cola e delle armi.
Quest’anno per la prima volta il Social forum si è svolto in Africa, ovvero nel continente che più paga il prezzo di questo sviluppo che aumenta le disuguaglianze. Eppure l’Africa è il continente più ricco, ma schiavitù e colonialismo lo hanno reso una sorta di inferno.
Al Social forum di Nairobi, alla fine dello scorso gennaio, la delegazione italiana è stata seconda solo ai padroni di casa. Fra quelli ufficiali, organizzati dalla Tavola della pace (che ha sede in Umbria ed è coordinata da Flavio Liotti), e quelli che si sono mossi in proprio, gli italiani erano circa cinquecento. Tra i presenti anche due delegati del Comune di Marsciano. Sono stati giorni intensi. A Kasarani, il più grande centro sportivo di Nairobi, si sono tenuti oltre mille seminari. Un mare di lingue, una moltitudine di persone, un miscuglio di colori e di suoni. Giornate che iniziavano alle cinque e terminavano alle venti. Eppure si respirava un’aria gioiosa all’insegna del “sì, un altro mondo è possibile”.
Da Nairobi è partita pure la Marcia della pace Perugia-Assisi. E’ partita da una delle più grandi baraccopoli del pianeta, Kibera. Per chilometri migliaia di persone si sono incamminate dal centro dell’inferno per arrivare ad Uhuru park, nel cuore della città. Un fiume di umanità, ritmato da canti e balli. Molti striscioni a chiedere giustizia, diritti civili, acqua. Tutto si è svolto senza nervosismi. E i motivi non sarebbero mancati. La marcia, dunque, ad Uhuru park si è solo interrotta, non fermata. Riprenderà il 7 ottobre dal capoluogo umbro. Lo slogan di quest’anno sarà: “tutti i diritti per tutti”.
La marcia ha permesso di vedere le due anime di Nairobi. La città abitata da un milione di persone è piena di banche, uffici, grandi alberghi, strade larghe e ombreggiate. Auto di lusso e un traffico che manco a Napoli nell’ora di punta. I quartieri riservati ai ricchi hanno i giardini protetti da filo spinato e addirittura, dicono, da elettricità ad alta tensione. Come i lager. Ma qui gli sconfitti stanno fuori. Poi ci sono le baraccopoli dove, su poco più del dieci per cento della superficie, vivono tre milioni di persone. Nelle stessa città, dunque, è racchiusa tutta la disuguaglianza che popola la terra. Basta sfogliare un giornale locale per rendersi conto che i “ragazzi di strada” spesso finiscono la loro esistenza contro il piombo dei poliziotti. Se all’interno del Social forum si viene contagiati dalla speranza, le baraccopoli bruciano il sogno in un secondo.
Più o meno la popolazione dell’Umbria popola la baraccopoli di Korogocho. Quella che padre Alex Zanotelli ha raccontato nei suoi libri. Ma anche chi li ha letti tutti non può immaginare quanto sia peggiore la realtà. Mettere piede nel quartiere è peggio che addentrarsi in una immensa discarica. Quello che più colpisce è il degrado in cui vivono migliaia di bambini, giovani, adulti e vecchi. Il comboniano Zanotelli ha scoperto Korogocho una ventina di anni fa. Ha deciso di vivere in mezzo a loro. Ha strappato uno spazio per farne un centro con una piccola chiesa e una specie di anfiteatro per spettacoli e incontri. Una goccia nel mare. Dopo sedici anni ha lasciato al suo aiutante padre Daniele Moschetti. In occasione del forum, Zanotelli è tornato tra la sua gente. Ha detto messa, ha lanciato accuse a chi si ostina a non vedere. Ha invitato i poveri del mondo “a unirsi”. Ha giustificato chi ha assaltato il ristorante di Kasarani, “perché chi ha fame è giusto che mangi”. È parso un po’ sfiduciato perché, ha detto, “le cose non migliorano”. Ma la grinta non gli fa certo difetto e Moschetti ne è il degno erede. Lottano per strappare i giovani dalla strada. E qualche volta ci riescono. Alcuni sono diventati dei fantastici acrobati ed il 7 e 8 maggio saranno in Umbria, insieme a padre Moschetti. Forse si esibiranno anche a Marsciano.

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