Quattro candidati e undici liste

Domenica 27 maggio (dalle ore 8 alle 22) e lunedì 27 (dalle 7 alle 15) i quasi 14 mila tuderti aventi diritto al voto (le donne sopravanzano gli uomini di circa 500 unità) saranno chiamati ad eleggere il sindaco che dovrà guidare la città per i prossimi cinque anni e a rinnovare i venti componenti del Consiglio comunale.
Come ormai è noto, a contendersi la poltrona di primo cittadino di Todi sono in quattro: Maurizio Giannini, Alessandro Servoli, Antonino Ruggiano e Alvise Pazzaglia (l’ordine è quello di estrazione per il posizionamento sulla scheda elettorale). Ad affiancarli ci saranno undici liste con un totale di 205 aspiranti ad un seggio nel massimo consesso civico (la rappresentanza femminile è complessivamente inferiore al 30%). L’affollamento della griglia di partenza è numericamente analogo a quello di cinque anni fa (mentre nelle elezioni del 1998 i candidati a sindaco erano stati due e le liste sei).
Servoli è sostenuto da cinque formazioni politiche: L’Ulivo, Sdi-Mre-Udeur, Rifondazione, Comunisti italiani e Sviluppo per Todi. Ruggiano ha dalla sua parte Forza Italia, Alleanza Nazionale, Fiamma Tricolore e Udc. Completano il quadro Giannini, alfiere della lista “Todi viva” (la quale gode dell’appoggio esterno dell’Italia dei Valori) e Pazzaglia, alla testa del suo movimento civico “Insieme per cambiare”.
Il numero degli elettori risulta pressochè stabile rispetto al 2002, quando a fronte dei 14.301 aventi diritto si recarono nei ventuno seggi (gli stessi di quest’anno) 11.882 votanti, con un’affluenza  pari all’83,1% (appena di mezzo punto percentuale inferiore a quella registrata nel 1998); le schede valide furono però solo 11.377 (331 le nulle e 85 le bianche).

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