Si è conclusa la serie di appuntamenti in Umbria a tu per tu con la natura, le buone pratiche agronomiche e il saper fare degli agricoltori biologici organizzati da Aiab in co-promozione con Arci, Legambiente e Federparchi nell’ambito di Primavera Biologica 2007. Un appuntamento di “cerniera” tra produttori e consumatori biologici che, da sei anni, contribuisce a dare impulso alla promozione e alla crescita del settore nel territorio locale.
In Umbria, negli ultimi anni – spiega Vincenzo Vizioli, Presidente Aiab Umbria – il “biologico” ha registrato un graduale incremento sia per produzione che per consumo: 1.500 sono gli operatori presenti nel territorio e certificati presso ICEA (Istituto di Certificazione Etica e Ambientale) su una superficie agraria utilizzabile totale di 22.000 ettari; sono, invece, a quota 100 le famiglie socie del GODO (Gruppo Organizzato Domanda Offerta), che dal 2004 incentivano lo sviluppo di una filiera corta bio nel territorio ternano e perugino.
Una modesta realtà che tuttavia risente dell’assenza di misure politiche che sostengano concretamente il settore. Nei vecchi Psr (Piano di Sviluppo Rurale) sono sempre state presenti difficoltà strutturali, dalla richiesta di complicate certificazioni e oneri monetari a volte troppo alti rispetto alla capacità produttiva dell’azienda, che hanno minato l’attività biologica della stessa..
Anche il Psr 2007-2013, recepito ufficialmente dall’Umbria il 16 maggio, non sembra invertire le tendenze. È, invece, necessario che il produttore biologico sia sostenuto, non solo con contributi economici per supplire le eventuali perdite o l’aumento dei costi di produzione, ma anche a livello politico in quanto svolge un’attività che va oltre il suo tornaconto economico.
Il produttore biologico è responsabile non solo della qualità dei suoi prodotti, ma anche dell’intera filiera: dalla certificazione dei fertilizzanti che usa per il suo terreno al confezionamento, trasporto e commercializzazione dei suoi prodotti. Un patto, del settore biologico umbro con le istituzioni territoriali, che è necessario stringere per mettere in atto uno stile di vita veramente eco-compatibile, in grado di garantire la genuinità dei prodotti e la cura del territorio.
- Redazione
- 19 Maggio 2007










