Protesta per i 350.000 euro annui lordi d'appannaggio per deputati e senatori

Anche dall’Umbria seguita a spirare un seppur ancora minoritario vento di riforma “morale”. Quasi un ping pog tra il consiglio provinciale di Terni e l’Anci.
Mentre il presidente nazionale dell’organismo nazionale vuole ridurre prima il numero dei consiglieri ed assessori comunali, il primo ha chiesto di “Ridurre il numero dei parlamentari, le indennità ed i benefit in favore di deputati e senatori”, con un ordine del giorno presentato dal capogruppo del Pdci, Danilo Buconi, ed approvato all’unanimità. Con il documento,secondo quanto diffuso dall’Ansa, l’assemblea chiede al presidente e alla giunta di inviare con urgenza il testo ai presidenti, ai capigruppo di Camera e Senato e a tutti i parlamentari eletti in Umbria, per sollecitarli «a favorire e sostenere la discussione di una mozione concernente una profonda riforma del sistema parlamentare che contenga la diversificazione delle funzioni tra le due Camere, la riduzione del numero dei rispettivi componenti e la revisione delle indennità e degli altri benefici».
Nello stesso documento, il consiglio provinciale ternano esprime inoltre «la propria non condivisione per l’emendamento approvato in commissione bilancio del Senato con cui viene stabilito in 350.000 euro annui lordi l’appannaggio per deputati e senatori per l’espletamento del proprio mandato parlamentare».

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