In tema di mangiar sano, buona la notizia che viene dal Parlamento Europeo in seduta plenaria. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti biologici e con l’azzeramento della soglia di contaminazione da Organismi geneticamente Modificati (Ogm) sono contenute in una decisione che propone una serie di modifiche al regolamento comunitario sulla produzione biologica. La decisione dell’assise di Strasburgo si prefigge di impedire che vengano spacciati come nazionali produzioni provenienti da altri Paesi. Un rischio concreto per il biologico, dove sono in aumento le importazioni da paesi extracomunitari come la Cina dove in un anno è aumentata di undici volte (+1057 per cento). Più di due italiani su tre (68 per cento), tuttavia, acquisterebbero più alimenti biologici se fossero garantiti dall’origine “Made in Italy”.
In base ad una indagine Coldiretti-ISPO 2006 su “Opinioni degli Italiani sull’alimentazione” risulta che se l’agricoltura biologica fosse contaminata da organismi geneticamente modificati (Ogm) si verificherebbe un crollo del 60 per cento nei consumi. Il settore dei prodotti biologici in Italia realizza un fatturato complessivo stimato pari a 1,5 miliardi di Euro. L’Italia è il quarto produttore mondiale e primo nella UE, con un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Unione. I principali orientamenti produttivi interessano foraggi, prati e pascoli, e cereali, che nel loro insieme rappresentano oltre il 70 per cento circa della superficie ad agricoltura biologica mentre seguono, nell’ ordine, le coltivazioni arboree (olivo, vite, agrumi, frutta) e le colture industriali. Per le produzioni animali, risultano allevati con metodo biologico 222.516 bovini da latte e carne, 825.274 ovi-caprini, 977.537 polli, 31.338 suini, 1.293, conigli e 72.241 alveari di api.
- Redazione
- 24 Maggio 2007









