Due senatori dell'Ulivo minacciano di non votare il Ddl Bersani se non verrà soppresso il "ritorno all'atomo"
nuclear_thumb

In commissione al Senato l’opposizione è riuscita ad inserire, come riportato su questo sito, emendamenti favorevoli all’atomo nel Ddl Bersani. Poiché, come è ovvio, la CdL da sola non sarebbe riuscita nello scopo è evidente che anche tra i rappresentanti della maggioranza c’è stato qualcuno che ha ceduto alle pressioni della lobby nucleare. Lobby che intende rovesciare le decisioni della maggioranza degli italiani, i quali col referendum ebbero a rinunciare a questa forma di energia.
Di spaccatura nella maggioranza parlano, peraltro, anche i senatori Edo Ronchi e Francesco Ferrante, esponenti degli ecologisti per l’Ulivo.
In una nota, i due senatori dell’Ulivo hanno avvertito che se non sarà cambiato il testo del ddl sulle liberalizzazioni dell’energia non parteciperanno alla votazione finale sul provvedimento. Data la situazione in senato, il mancato voto dei due esponenti ecologisti rischia di mandare in minoranza l’intero centro sinistra, con l’affossamento del disegno di legge di Bersani. Sembra, infatti difficile, che la CdL, per salvare “il nucleare”, possa rinunciare all’occasione, anche perché recenti indagini demoscopiche hanno messo in evidenza che l’ecologia ha preso piede, quanto e forse più che nella sinistra, nel campo della destra. Gli stessi senatori hanno peraltro annunciato anche la presentazione di un emendamento soppressivo sull’utilizzo dell’energia nucleare, sostenendo che «non ha risolto problemi di sicurezza, né di gestione dei rifiuti radioattivi» per cui riproporlo in Italia sarebbe «molto costoso e impraticabile». Ronchi e Ferrante presenteranno anche emendamenti in favore delle fonti energetiche rinnovabili considerate fondamentali per superare »nostri ritardi anche sulle politiche per Kyoto e per il clima.

condividi su: