I "colpevoli" della prima ora aspettano qualcuno che ammetta almeno l'errore di valutazione
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Delitto di Marsciano: “l’Umbria non è più un’isola felice: in quel comune mai recepite le reiterate richieste del gruppo di An” – Una nota di Andrea Lignani Marchesani così commentava subito dopo l’omicidio di Barbara Cicioni a Compignano di Marsciano
Per il consigliere di An, “le responsabilità di livello nazionale sono a tutti note e vanno dall’indulto, alle politiche retributive e motivazionali delle Forze dell’ordine, agli investimenti veri e propri in materia di sicurezza. Ma anche i livelli regionali e comunali non sono esenti da critiche considerata la correlazione evidente tra crimine e soggetti extra-comunitari o comunque estranei al tessuto regionale e le politiche di presunta inclusione sociale messe in atto dalla Regione”.
Ora non ci sono tracce di un nuovo commento, dopo lo sviluppo delle indagini che hanno portato all’arresto del marito. Se ci fosse un minimo di coerenza questo avrebbe dovuto contenere la “scoperta” della verità, seguendo paradossalmente la linea del politico umbro, correlazione evidente tra crimine e mariti.
Ma giustamente il commento e la scoperta non sono stati fatti: il “garantismo” ha prevalso, ma solo questa volta. Un singolo cittadino ha diritto ad essere considerato innocente fino alla condanna definitiva, una intera categoria di persone no, secondo l’esponente di An. Un immigrato è tale in base a una legge – quella sull’immigrazione – come un marito è tale in base a un’altra legge – quella sul matrimonio. Non ci dovrebbero essere particolari e rilevanti differenze di status giuridico atte a tutelare l’uno più o meno dell’altro, i primi più o meno del secondo. Perché non chiedere pubblicamente scusa ai primi, da parte dei tanti che hanno seguito l’esempio dell’esponente AN? Magari anche da chi prima ha taciuto e che ora polemizza? Forse perché il secondo è ‘come noi’ (o, c’è da sperare, solo ‘come alcuni’ che mirano più al proprio tornaconto politico che al benessere psicologico di una popolazione, la quale di incubi veri ce ne ha già tanti) e tira fuori un po’ del mostro che dorme dentro, quello che non vede l’ora di azzannare alla gola il diverso o l’avversario? Allora, invocare la presunzione di innocenza deve valere per tutti e subito.
A Marsciano trovare stranieri non è difficile, ne lavorano in grandi quantità nelle aziende della zona. Ne circolano tanti, regolari ed onesti lavoratori che fanno fatica per sostenere famiglie, spesso, lontane. Come tanti umbri qualche decennio fa in Germania, Belgio e nelle Americhe, il cui unico diritto/dovere che gli si voleva attribuire era quello di delinquere e di fungere da capro espiatorio di tutti i mali del paese. Tanti umbri per i quali da tutte le parti italiane, con spirito “patriottico”, si chiedeva a gran voce il rispetto, che si facessero tacere le voci che “aizzavano” la gente del posto per farne “carne da cannone” per manovre dai veri scopi inconfessabili. Una tattica tipica di chi non sapeva come risolvere i veri, complessi problemi e cercava di dirottare l’attenzione solo su un dettaglio, nella migliore delle ipotesi. Il tentativo di far sfogare l’insoddisfazione e la rabbia accumulata per questioni vere e giuste, verso altri e verso altre questioni.

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