Lo storno è un grande mangiatore di insetti, ma anche di frutta e sparge guano
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Mentre in Umbria è in via di pubblicazione la legge per far fronte alla procedura UE di infrazione in merito alle precedenti norme che riguardavano la caccia allo storno, che è un volatile che rientra fra le specie protette dalla legge n. 157 del 1992, c’è chi è preoccupato che la specie conti ormai milioni di esemplari, forse sottovalutando l’effetto di riduzione “ecologica” degli insetti che un inverno caldo ha fatto crescere all’inverosimile.
Un nutrito gruppo di parlamentari italiani ha rivolto una interrogazione al Governo. Per essi la proliferazione incontrollata dello storno lo ha reso una specie opportunista, cioè adattata all’habitat umano, dal quale trova abbondanti mezzi di sostentamento, peraltro producendo danni proporzionali alla sua crescita demografica. Pur essendo prevalentemente insettivoro lo storno aggredisce, ormai, le colture agricole, in particolare l’olivo, le ciliegie ecc.
Anche in numerose città italiane si avverte il problema, a causa dei numerosi storni che pernottano lungo i viali alberati ed i parchi cittadini, depositando guano su tutte le cose sottostanti.
Disagi che con qualche accorgimento possono essere superati, mentre più difficile appare il controllo degli insetti i quali, per il caldo, sono giunti all’età adulta prima che le Asl d’Italia potessero intervenire con congrue disinfestazioni, ora non più possibili perchè per distruggere gli insetti si rischia di dannegiare, con l’uso di massicce dose di prodotti chimici, anche la salute umana.

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