Entro l'anno daranno vita al parco fotovoltaico più grande d'Italia
girasole

Quando Tam Tam scelse i girasoli, come simbolo dello “speciale” dedicato ad illustrare gli eventi che possono allietare l’estate della media valle del Tevere, nessuno avrebbe mai pensato che gli stessi fiori sarebbero divenuti uno dei simboli dell’energia futura.
137 girasoli blu fatti di cristallo e vetro, che come i girasoli si muoveranno sui loro steli per inseguire il sole e captarne così l’energia il più a lungo possibile durante l’arco della giornata, cresceranno entro l’anno nel Comune di Roccastrada in Maremma, nella frazione di Sticciano, andando a costituire il parco fotovoltaico più grande d’Italia. Così rispetto agli impianti fissi si aumenta del 30% la produzione di energia elettrica: i pannelli raggiungono la potenza massima già due ore dopo l’alba e la mantengono inalterata fino a due ore prima del tramonto.
L’idea del progetto è di Federico Vecchioni, imprenditore agricolo di origine padovana che in Maremma ha un agriturismo dove produce olio e cereali per biomassa. L’idea del parco gli è venuta grazie alla nuova legge del 2005 sul Conto energia che prevede incentivi per chi produce energia rinnovabile. Ovviamente ad allettare è la prospettiva dei guadagni: dopo i primi 7 anni di attività il parco si sarà ripagato, e considerando che un simile impianto ha una prospettiva di vita di circa 20 anni i successivi 13 saranno fonte di guadagno. Il parco del cicalino, così si chiamerà, costerà 8 milioni di euro, coprirà una superficie di 5 ettari e potrà erogare una potenza di 1 megaWatt, con una produzione annua capace di soddisfare il consumo di energia di circa 500 famiglie. Grazie all’energia dei girasoli di vetro si potranno così risparmiare 312 tonnellate di petrolio e si eviteranno emissioni di atmosfera per un totale di 952 tonnellate di anidride carbonica all’anno.

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