26 decessi nello scorso anno. Gli infortunati sono stati 334.
gas

Nel 2006, nella distribuzione del gas canalizzato per usi civili, ci sono stati 170 incidenti, dei quali 14 mortali e che hanno causato 26 decessi. Gli infortunati sono stati 334.
Per il GPL distribuito in bombole, sono stati rilevati 127 incidenti, dei quali 9 mortali che hanno causato 10 decessi. Gli infortunati sono stati 154. Non sono stati registrati incidenti relativi al gas di petrolio liquefatto (GPL) distribuito a mezzo di piccoli serbatoi. Un decremento, rispetto all’anno precedente, che non deve far abbassare la guardia a nessuno. Gli utenti (clienti finali civili) del gas naturale sono stati nell’anno 18.800.000 e quelli del GPL 7.700.000.
In totale quindi 26.500.000 utenze domestiche risultano attualmente interessate all’utilizzo di gas combustibili, per riscaldamento, per produzione di acqua calda sanitaria e per cottura cibi.
Le cause degli incidenti sono quasi sempre le stesse.
Gas canalizzato: la principale causa è riferibile all’impianto di evacuazione dei prodotti della combustione non idoneo o mancante e/o insufficiente ricambio d’aria, che ha causato il 30,6 % degli incidenti ed il 30,8% dei decessi. La carenza di manutenzione è stata la seconda causa di incidenti.
Gas in bombole: la principale causa degli incidenti (34,6%) è dovuta alla carenza di manutenzione. La disattenzione insieme all’uso scorretto delle apparecchiature o errata manovra sulle stesse ha causato il 27,6% degli incidenti e il 10% dei decessi. E’ necessario pertanto rispettare alcune semplici regole:
provvedere alla verifica (manutenzione) degli apparecchi -come previsto dalla legge- con particolare attenzione alle condizioni degli stessi, al corretto ed efficiente tiraggio del camino e alle aperture di aerazione e ventilazione dei locali di installazione, che occorre mantenere libere e prive di occlusioni;
• prestare altrettanta attenzione agli apparecchi di riscaldamento non raccordati al condotto di evacuazione dei prodotti della combustione, quali ad esempio le stufe e gli scaldabagni, provvedendo a far eseguire anche su questi apparecchi le dovute verifiche;
• fortemente sconsigliata la coesistenza di apparecchi alimentati a gas a camera aperta (Tipo B) e camini a legna. Nei casi di prevista coesistenza è necessario installare apparecchi a gas con la camera di combustione stagna rispetto
all’ambiente (Tipo C). Nel caso in cui già coesistano apparecchi a gas di tipo B e camini alimentati a legna, è indispensabile fare eseguire periodicamente, da personale competente ed abilitato, un controllo che accerti la corretta evacuazione dei prodotti della combustione della caldaia con il camino a legna in funzione. La forte aspirazione (tiraggio) della canna fumaria del camino a legna, infatti, può impedire ai prodotti della combustione della caldaia di essere correttamente evacuati, creando così condizioni di reale pericolo per chi soggiorna nell’ambiente;
• massima attenzione va posta all’aerazione dei locali per avere sempre una situazione di non pericolosità e idonea igienicità degli ambienti con permanenza di persone. Spesso i principali problemi relativi agli impianti domestici a gas sono legati all’inefficienza delle canne fumarie e/o a condizioni dei canali da fumo non idonee. Quasi mai è il gas stesso a mettere in pericolo la vita umana: diversamente i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione sono frequentemente causa di incidenti;
• i controlli vanno fatti alle scadenze previste o ogni qualvolta sia ritenuto necessario; gli eventuali adeguamenti non devono essere procrastinati;
non sottovalutare sintomi come cefalea o nausea, specie se ricorrenti o riferibili alla permanenza nell’abitazione. Talvolta, infatti, questi malesseri possono dipendere dalla presenza di prodotti della combustione all’interno degli ambienti;
• per limitare i rischi di fuoriuscite incontrollate di gas negli ambienti domestici, in modo particolare in quelli dove vivono persone anziane, è fortemente consigliato installare piani di cottura dotati all’origine di dispositivi di sicurezza per la rilevazione di fiamma su singoli fuochi (termocoppie). Il CIG, con la collaborazione dei fabbricanti dei piani di cottura, sta insistendo per rendere obbligatori i dispositivi di sicurezza per la sorveglianza di fiamma su questi apparecchi;
• dove sono utilizzati tubi di gomma per il collegamento apparecchio-impianto, eseguire un controllo periodico sullo stato di conservazione; in ogni caso il tubo va sostituito entro la data di scadenza stampigliata sullo stesso. Anche i tubi di collegamento apparecchio-impianto, flessibili, metallici, devono essere periodicamente controllati

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