Un motivo in più per diffonderla in un mercato in espansione
water

Parlando di emergenza siccità l’attenzione di tutti è rivolta in primo luogo verso l’agricoltura che consuma la gran parte dell’acqua: questo perché fino ad ora l’evoluzione dell’agricoltura industriale e dell’allevamento, ha tenuto conto della produttività senza porsi il problema della sostenibilità dei consumi e ancor meno dei costi sociali.
L’acqua è stata considerata un fattore della produzione a basso costo e solo da pochi anni e con grave ritardo si è incominciato a porre il problema di sistemi irrigui più razionali. Sta di fatto però, che per molte colture primaverili estive, la gran parte delle varietà a disposizione, ha necessità di grandi volumi di acqua per arrivare a produzioni che ripaghino i costi. Una correzione di rotta può venire dall’agricoltura biologica
Il metodo biologico ha tra i suoi presupposti inderogabili: la fertilità del suolo legata alla presenza di sostanza organica e la rotazione delle colture. La fertilità riguarda anche la struttura del terreno, cioè la capacità del suolo di far circolare aria ed acqua, nonché quella di trattenere l’acqua che in un terreno eccessivamente compatto ruscella superficialmente favorendo i processi di erosione e in uno eccessivamente sciolto, sempre per povertà organica, percola rapidamente. La rotazione è l’alternanza di colture a diverso ciclo e con diverse esigenze nutrizionali e colturali, quindi anche a diverso fabbisogno idrico. Poi oltre alla cura della sostanza organica e all’attuazione di rotazioni efficienti, è necessario, sempre in funzione del mantenimento della fertilità, gestire le lavorazioni e la sistemazione idraulica dei terreni, magari per convogliare l’acqua in eccesso verso invasi di raccolta senza erodere il terreno.
Inoltre una buona azienda biologica si avvale di infrastrutture ecologiche, cioè siepi e alberature che tra le tante funzioni hanno anche quella di contenere l’azione battente del vento che esalta la traspirazione del suolo.
Anche sul versante degli allevamenti la tecnica biologica può dare i suoi frutti di risparmio idrico. L’allevamento senza terra e, soprattutto, l’allevamento che non avviene su lettiera ma su grigliato o in gabbia, è un allevamento che consuma volumi d’acqua spaventosi legati più che al tipo di alimentazione, che comunque incide, alla pulizia e allo smaltimento delle deiezioni. L’obbligo del pascolo, ricoveri con lettiera o l’allevamento semi brado, che caratterizzano la zootecnia bio, sicuramente hanno consumi decisamente inferiori (Per la zootecnia basta confrontare i consumi di un allevamento di suini all’ingrasso convenzionali e un allevamento semibrado biologico, dove l’acqua oltre che per le necessità alimentari è necessaria solo per creare piccole pozze dove gli animali possono infangarsi).

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