Sarà difficile riconoscerlo

Dopo i “figli in provetta” la scienza regala ( a chi li vorrà) anche i “prosciutti in provetta”. Il guaio è che al momento la legge non prevede che sia indicata, in etichetta, l’origine degli allevamenti.
All’Università di Utrecht in Olanda si stanno ‘allevando’ in provetta tessuti di maiale al fine di produrre carne direttamente per il consumo. In pratica, i ricercatori, guidati dal professore di Scienze Veterinarie Bernard Roelen, hanno isolato cellule staminali di maiale che si dividono e moltiplicano fino a diventare una massa muscolare grazie a una ‘alimentazione’ fondata su nutrienti non specificati ed a una stimolazione con corrente elettrica.
La prospettiva non certo allegra, al momento, per gli amanti del cibo naturale dovrebbe essere mitigata da alcune considerazioni che i ricercatori olandesi hanno esposto: una opportunità per evitare l’allevamento in stalla dei maiali e la loro successiva macellazione, ma anche come una necessità per evitare problemi ambientali di smaltimento.

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