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Organizzazione criminale, con un giro d'affari di un milione di euro, individuata dalla Guardia di Finanza di Perugia

Che il problema droga fosse, in Umbria, come un iceberg, con la parte maggiore immersa, l’avevamo supposto. Ma non credevamo che l’organizzazione che sta dietro ed alimenta e crea la tossicodipendenza potesse essere così estesa e dotata di mezzi. Una dotazione strumentale, così grande come quella accertata dalla Guardia di Finanza di Perugia, presuppone un grande mercato, una estesa quantità di utenti, centinaia, se non migliaia, di persone che “sanno” e che, purtroppo, tacciono. Un giro di affari di oltre un milione di euro è la stima attuale, sicuramente da aggiornare.
Sono state sequestrate infatti, dal Gruppo investigativo criminalità organizzata – sezione antidroga – del Nucleo polizia tributaria, 431 autovetture, utilizzate da una organizzazione di spacciatori, di media e grossa cilindrata, immatricolate a partire dal 2005.
Il quantitativo di droga (50 chilogrammi, soprattutto hascisc e marijuana): le persone arrestate (28) e quelle denunciate (altre 32), se messe in rapporto con le auto a disposizione, lasciano intendere che l’operazione della GdF, coordinata dal sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Perugia, Antonella Duchini, non si fermerà qui. La droga, di tutti i tipi, sarebbe arrivata in Lombardia soprattutto dalla Spagna per essere poi smistata, attraverso corrieri e piccoli spacciatori, in Emilia Romagna e nelle altre regioni del Centro Italia (Toscana, Umbria e Lazio). L’autoparco di centinaia di vetture “pulite”, era ubicato soprattutto in Lombardia, ed intestate a quattro degli arrestati, tre milanesi ed un nordafricano. Oltre alle 431 sequestrate gli inquirenti sono alla ricerca di circa altre 200 auto. Le indagini sono durate più di un anno e mezzo.

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