La proposta ha preso le mosse nell'ambito del primo Forum nazionale della stampa periodica locale svoltasi con successo a Città della Pieve

Il primo Forum nazionale della stampa periodica locale (quella nella quale è ricompreso anche Tam Tam, per intenderci), tenutosi in giugno a Città della Pieve, ha avuto successo. Una sessantina le testate presenti un po’ da tutta Italia. Ci si è conosciuti, scambiati opinioni ed esperienze. Speranze anche. Alla fine tutti sono usciti con la sensazione di essere meno soli. Si è compreso che la stampa locale ha gli stessi problemi in Piemonte e in Sicilia e che anche l’Italia è la medesima Italia dappertutto. Che i rapporti tra stampa e potere sono difficili ovunque. Si è appurato che a fare i giornali locali sono spesso cinquantenni e sessantenni, o magari ventenni. Mancano intere generazioni di mezzo. E non è un caso. Gli “irriducibili” e inguaribili sognatori, e un po’ di nuovo che avanza. A fatica, ma avanza. Contando magari sulle nuove tecnologie e sui nuovi media come la web tv, la web radio, i blog su Internet che costano meno e sono comunque efficaci, certamente più global…
L’intenzione dei promotori non era di fondare un nuovo sindacatino di categoria, nè di sostituirsi o contrapporsi ad altri (Uspi, Mediacoop ecc.), ma solo di alzare il volume delle singole voci. Portare l’Italia dei cento campanili e dei cento giornali davanti ad uno specchio. Un obiettivo centrato, tanto “Cronache italiane” diventerà un appuntamento fisso, con Città della Pieve come capitale.
La realtà delle testate periodiche locali (o “di prossimità”, circa 1.500 in Italia) ha trovato nei tre giorni del forum l’occasione di mettere a confronto potenzialità e limiti di un settore che si colloca, oltre che nella dimensione culturale pure in quella produttiva, in termini di fatturato e occupazione. Un comparto significativo per la molteplicità dei ruoli svolti: informazione di prossimità, affermazione delle identità locali libere da qualsiasi tentazione “localista”, rappresentazione delle istanze di cittadinanza; il tutto intrecciato con l’attività di formazione delle nuove generazioni e con i molteplici ruoli delle aziende editoriali anche nei termini di servizi offerti a terzi: produzione di contenuti, organizzazione dei saperi, presenza nel mercato pubblicitario. Questo accade nonostante le piccole e piccolissime dimensioni, in termini di personale addetto, che le singole iniziative continuano a mantenere, di frequente anche per il mancato ricambio generazionale degli animatori delle testate: alla lunga un fattore che può provocare la cessazione delle attività nonostante il peso raggiunto nella formazione degli orientamenti dell’opinione pubblica nei territori serviti.
Si tratta di iniziative che, nate soprattutto negli anni ’80 e ’90, sono partite sovente secondo i principi del volontariato che, per sua natura, con l’andare del tempo richiede una conversione in termini professionali di tipo imprenditoriale (anche se non profit) dell’attività sviluppata. Questi problemi strutturali determinano enormi difficoltà nel progettare l’evoluzione delle singole iniziative, dal momento che tutte le energie disponibili vengono spese nella realizzazione dei numeri da mandare in edicola.
Dal Forum è emersa una duplice disponibilità: da parte delle testate partecipanti a studiare l’attivazione di servizi comuni che siano di supporto nell’attività editoriale e redazionale (scambio di contenuti, servizi pubblicitari di rete, campagne di comunicazione, rete di assistenza legale, servizi finanziari, progetti di formazione e aggiornamento professionale puntando anche ad un rapporto più stretto con le università); da parte del Comune di Città della Pieve a mettere a disposizione strutture fisiche, supporti logistici e organizzativi tesi a creare un polo di riferimento per l’intero settore.
In questa direzione il Forum ha fissato alcuni interventi da attivare immediatamente: creazione di un portale internet verticale; raccolta e archiviazione (ad uso pubblico) presso la biblioteca comunale pievese delle riviste partecipanti; convocazione di un seminario tecnico (nel mese di ottobre 2007) per l’attivazione dei primi servizi comuni in rapporto con i soggetti che hanno già manifestato attenzione per il “forum”: Banca etica, Aiab, rete del Commercio equo e solidale, movimento delle Cittàslow. Se son rose fioriranno…

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