Lo scorso dicembre nel paesino di Mezzanelli sono iniziati i lavori per dotare la piccola frazione di Massa Martana del gas e, con l’occasione, rifare anche le fognature e l’acquedotto. All’inizio gli abitanti hanno accolto con favore l’apertura del cantiere, ma ben presto le loro speranze si sono trasformate in disperazione. Da subito, infatti, l’intervento è stato accompagnato da non pochi problemi, con gli scavi lasciati aperti per giorni, impedendo a qualcuno persino di uscire di casa, e con i lampioni non più funzionanti. Le pietre della vecchia pavimentazione sono state accatastate lungo i muri delle case, ostruendo di fatto la circolazione delle auto all’interno del paese. Lasciare le vetture nel parcheggio esterno non sarebbe un problema, se però le auto non fossero invase dal cemento che la betoniera lascia dopo il lavaggio, se le macerie fossero portate via e non lasciate lì e se anche il bombolone non fosse sistemato proprio lì a nemmeno due metri dalla strada comunale. Il tutto nell’indifferenza del Comune e con un continuo rimpallo di responsabilità tra la ditta appaltatrice dei lavori e la Umbra Acque.
I lavori comunque continuano e con loro anche i disagi. Ora che è iniziata la ripavimentazione è peggio di prima, con i lavori che vanno a rilento e che risulterebbero pure fatti male, visto che è più di prima l’acqua piovana che penetra nelle case invece che come dovrebbe nelle fogne (nelle quali sono convogliate insieme, senza essere sifonate, sia le acque bianche che le nere).
A distanza di otto mesi dall’inizio dei lavori, i 26 abitanti di Mezzanelli (di cui 4 ultraottantenni, 3 cardiopatici e 4 invalidi) non vedono ancora la fine della tribolata sofferenza e non trovato nessuno disposto a fornire una spiegazione. Forse era meglio prima, senza gas ma neppure senza stress!
- Redazione
- 11 Luglio 2007











